Le stelle di campeggi e villaggi
Lug 7th, 2008 | By Redazione | Category: Primo pianoDopo l’annuncio del sottosegretario Michela Vittoria Brambilla a Riva del Garda sul prossimo riordino della classificazione alberghiera (“Vareremo entro un mese un nuovo sistema di classificazione delle strutture ricettive” ha affermato l’onorevole durante la quarta conferenza italiana per il turismo lo scorso 20 giugno), la regione Lazio pensa a campeggi a villaggi. Anche nelle strutture open air, infatti, esiste da tempo un certo “caos stellare” che di sicuro non dà lustro alla qualità della nostra offerta turistica.
Il regolamento regionale fissa i requisiti minimi funzionali e strutturali per ogni categoria: stabilisce che i campeggi a quattro stelle devono essere dotati di una postazione internet e che il personale della reception sia in grado di parlare due lingue straniere; rende obbligatori i servizi per il pagamento con carta di credito per i campeggi e i villaggi a tre e quattro stelle. Sul versante delle dotazioni infrastrutturali, si stabilisce che i campeggi a tre e quattro stelle assicurino l’erogazione di almeno 90 litri d’acqua al giorno a persona e che quelli che restano aperti per tutto l’anno debbano essere dotati di impianti di riscaldamento per locali comuni e unità abitative.
Tutti i campeggi e villaggi, di ogni categoria, dovranno assicurare l’adeguata illuminazione degli accessi e delle aree comuni per garantire alla clientela la piena sicurezza nelle ore notturne. Spetterà alle amministrazioni provinciali recepire il nuovo regolamento ed effettuare la classificazione delle strutture, che avranno 18 mesi di tempo per adeguarsi ai livelli minimi, pena la chiusura dell’attività.
“L’obiettivo del nuovo regolamento” ha dichiarato Claudio Mancini, assessore allo Sviluppo Economico, Ricerca, Innovazione e Turismo della Regione Lazio “è, da una parte, di assicurare in tutta la regione l’uniformità degli standard minimi richiesti per queste strutture turistiche, dall’altro innalzare la qualità della nostro sistema di ospitalità. Le strutture all’aria aperta hanno un mercato importante che è sbagliato considerare di serie B. Ma per competere sul piano internazionale dobbiamo puntare sulla qualità”.