L’industria delle vacanze

Ott 16th, 2008 | By camilla.madinelli | Category: Primo piano

Secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico  (OCSE), che a Riva del Garda il 9 e 10 ottobre ha organizzato un incontro ad alto livello del Comitato Turismo, i governi devono mettere in atto strategie esaustive che rendano il comparto più competitivo e promuovano lo sviluppo della sostenibilità ambientale.

Politiche chiare e definite a favore del turismo, investimenti consistenti nello sviluppo sostenibile e nel risparmio energetico, rinnovamento continuo dell’offerta, rafforzamento delle capacità imprenditoriali delle piccole e medie imprese, meno norme e maggiore armonizzazione.
Queste le conclusioni a cui sono arrivati ministri, leader del settore industriale ed esperti dell’industria turistica di 27 Paesi aderenti all’OCSE e di 12 Paesi non membri dell’Organizzazione, che il 9 e 10 ottobre hanno preso parte all’incontro ad alto livello del Comitato Turismo. tenutosi al Centro congressi di Riva del Garda.
Una sorta di G8 del settore, un meeting dal titolo impegnativo – “L’Economia del Turismo e la Globalizzazione: un motore per l’innovazione, la crescita e l’occupazione” – che raggruppa una serie di temi chiave di cui da tempo si discute anche in Italia, mentre dati e statistiche parlano di un settore che abbisogna di una nuova sferzata d’energia se non vuole ripiegarsi su se stesso. Il mondo intero cambia e si trasforma, dal clima ai trasporti. E il nostro sistema turismo non può e non deve rimanere immobile. Ma che fare?
Dall’incontro OCSE è arrivato un monito preciso, lavorare a stretto contatto con gli stakeholder (clienti, fornitori, finanziatori, collaboratori, etc…) per individuare politiche turistiche adatte ai bisogni futuri del settore, per incentivare l’educazione e lo sviluppo di abilità, sostenere un uso consapevole dell’energia e di quelle alternative da parte dei servizi turistici, per sviluppare indicatori che misurino l’efficacia e la coerenza delle strategie delle politiche.
Per due giorni, le delegazioni ufficiali di 39 nazioni si sono confrontate sulle nuove sfide globali che l’industria del turismo sarà chiamata ad affrontare e su quali azioni possono intraprendere i governi per sostenere la competitività di questi stati nel mercato mondiale.
“La necessità sempre più sentita di un quadro generale di interventi per il turismo che sia coerente e intelligibile” ha affermato il vice segretario generale dell’OCSE, Pier Carlo Padoan “nasce come risposta alle rapide trasformazioni indotte dal cambiamento climatico e della globalizzazione sulla domanda turistica, sui trasporti, sull’informazione e sulla vulnerabilità del turismo verso fattori esterni, quali l’attuale crisi finanziaria, l’aumento dei costi dell’energia o i recenti attacchi terroristici a danno di turisti. Un’ampia gamma di politiche d’azione per tutti i governi è l’elemento fondamentale per incentivare, nel lungo periodo, la produttività nel settore dei servizi e un’economia del turismo che sia sostenibile e competitiva. L’OCSE intende assumere un ruolo chiave nell’aiutare le economie dei Paesi membri a fare passi avanti in questa direzione”.

L’ITALIA. A rappresentare il Belpaese il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega al turismo, l’onorevole Michela Vittoria Brambilla, insieme al neo presidente dell’Enit-Agenzia Nazionale del Turismo, Matteo Marzotto, la cui nomina era stata annunciata sempre da lei qualche mese prima, sempre a Riva, durante la IV Conferenza italiana per il turismo.  
L’onorevole Brambilla ha sottolineato la necessità di sviluppare la politica del turismo con un sistema di tipo network, che veda la partecipazione dei differenti stakeholder, dei governi, del settore privato e delle comunità locali, a formare una squadra completa e vincente. Il tutto calato in un contesto economico e finanziario chiaramente in crisi. 
“È evidente che i temi centrali di questo convegno non potranno che essere tarati su una situazione che, rispetto a soli pochi mesi fa, appare oggi sostanzialmente mutata e assai densa di nuove incognite” ha affermato la Brambilla nel suo discorso di apertura. “E intendo riferirmi alle incognite che ora si prospettano per la solidità dei sistemi bancari, per le prospettive di sviluppo dell’economia, per il risparmio delle famiglie e per la tenuta del mercato dei consumi. Le stesse incognite rischiano di addensarsi anche su un settore come quello del turismo che, per poter produrre sempre maggiore ricchezza e occupazione ha oggi, ancor più di altri, assoluto bisogno di capitali che servano ad ampliare e a modernizzare tutto il suo sistema di offerta e a potenziare, in particolare, servizi, infrastrutture, reti di trasporto e modelli di impresa in modo che siano idonei a soddisfare le sempre più variegate esigenze di una domanda che, grazie alla globalizzazione, sta ormai crescendo in misura esponenziale”.

IL FUTURO. Tempi non facili, insomma, si prospettano all’orizzonte non solo per il turismo. Alla fine del meeting, però, l’onorevole si è mostrata soddisfatta. “Lo scambio di informazioni ed esperienze che questi due giorni di dibattito hanno prodotto penso sia stato per tutti noi assai stimolante” ha detto nel discorso di chiusura. “Due fatti sono emersi in tutta la loro evidenza. Il primo, decisamente positivo, è che con la globalizzazione il turismo è ormai diventato un importante acceleratore per la produzione di ricchezza; il secondo è che la crescita di questo settore dell’economia è però sempre più strettamente vincolata alle variabili imposte da una globalizzazione che talvolta riesce a produrre effetti non prevedibili. Come quello di essere riuscita a distruggere, in poche settimane, una ricchezza quattro, cinque, sei e forse anche dieci volte superiore a quella che il turismo internazionale dei grandi numeri era riuscito, e con grande fatica, a produrre nell’arco di un intero anno.”
Anche se lo scenario generale non è positivo, anzi proprio per quello, secondo la Brambilla “il settore del turismo deve cominciare a elaborare strategie che servano, da un lato a meglio difendere il patrimonio di ricchezza che già possiede, ma dall’altro a tutelare maggiormente anche quelle che sono le sue potenziali prospettive di crescita”.
Obbligatorio muoversi su diversi fronti: “Una programmazione sistemica, in primo luogo, di tutte le strutture, le energie e le risorse di cui il settore del turismo dispone” ha detto l’onorevole. “Saranno infatti i mercati in cui si consoliderà questa stretta cooperazione ad attirare anche maggiori capitali da investire nel comparto turistico. È poi indispensabile che i Paesi, per quanto riguarda le reti di trasporto, la grande logistica e le reti web operino in maggiore sinergia fra loro. Ciò vale soprattutto per le reti del trasporto aereo, che sono quelle che, entro pochi anni, assorbiranno la maggior parte dei flussi turistici soprattutto di provenienza intercontinentale”.
Punto dopo punto, è passata a elencare il da farsi: differenziare di più l’offerta, pianificare le azioni, garantire maggiore professionalità da parte degli addetti che operano all’interno delle strutture di accoglienza. “Si prospetta una congiuntura economica per nulla favorevole. E la cosa che più preoccupa è che nessuno sa ancora quanto essa potrà durare” ha concluso, invitando tutti a darsi da fare in tempi brevi e rimboccarsi le maniche.

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