Bocciata la tassa di soggiorno

Dic 9th, 2008 | By camilla.madinelli | Category: Primo piano

A Verona il sottosegretario con delega al turismo, Michela Vittoria Brambilla, in accordo con il vicepresidente della Regione Veneto Franco Manzato, ha detto no alla reintroduzione della contestata tassa, promuovendo invece sinergie e alleanze tra mondo del turismo e della cultura.

“Mettere in rete l’offerta di proposte culturali e artistiche a favore anche del turismo è un’ottima idea, così si ottimizzano le risorse e si riducono i costi”. Non ha dubbi l’onorevole Brambilla, intervenuta al convegno nella città di Giulietta e Romeo sul tema “Il valore dell’accoglienza e dell’informazione turistica”. Un appuntamento organizzato dalla Provincia di Verona, l’Unione regionale delle Province del Veneto (Urpv) e la Regione, a cui hanno partecipato amministratori pubblici, tecnici, ricercatori, responsabili e operatori del settore dell’ospitalità, comparto economico che vede l’assoluto primato in Italia del Veneto, che da solo genera circa un sesto di tutte le presenze turistiche nazionali.
La Brambilla ha bocciato senza mezzi termini la richiesta avanzata da alcune città d’arte – Venezia, Roma e Firenze – di istituire una tassa di soggiorno di 5 euro sui turisti per mettere da parte risorse. “Il Governo non ha alcuna intenzione di appoggiare questa proposta” ha detto “anche perché in un momento di contrazione dei consumi sarebbe inconcepibile e controproducente tassare i turisti. Ne ho parlato anche con il ministro ai beni culturali Sandro Bondi, che è del mio stesso avviso”.
La risposta era stata sollecitata pochi minuti prima dal vice presidente regionale Franco Manzato: “Nutro forti dubbi sull’istituzione di una tassa di soggiorno in un momento di crisi come questo” ha detto. “Le strategie sono altre.”

MODELLO VENETO DA PRIMATO
A Verona Manzato ha annunciato l’incremento dei fondi destinati alle strutture alberghiere e al loro rinnovamento: “In questa fase critica la Regione farà un ulteriore sforzo per non far mancare al settore né le risorse per investimenti che migliorino la qualità delle strutture né quelli per la promozione” ha sottolineato il vicepresidente. “Nella proposta di bilancio abbiamo scritto 12 milioni di euro per il fondo di rotazione per investimenti e 17 milioni di euro, 5 in più rispetto allo scorso anno, per la promozione. Ma occorre mettere in rete il sistema e il Veneto, che pure è primo in Italia quanto a risultati, non lo farà mai se non “costringeremo” tutti gli attori anche attraverso la leva economica: i settori primario, turistico e culturale devono viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda. È necessario orientare le nostre politiche su obiettivi condivisi, il cui scopo sia quello di assicurare più reddito alle imprese per distribuire così ricchezza nel territorio”.
Dal canto suo, l’onorevole Brambilla ha riconosciuto la validità del modello veneto del turismo, sostenuto da professionalità e dinamismo: “Se tutto il sistema italiano fosse così, ci sarebbero la metà dei problemi che invece abbiamo” ha dichiarato annunciando a breve la convocazione degli stati generali del turismo per dare una forte impronta alla promozione 2009, “che deve essere degna di questo nome, all’altezza della proposta di ospitalità dell’Italia e che deve nascere dal confronto e con il consenso degli attori”.

I TEMI DELL’INCONTRO
Al convegno veronese, moderato dalla giornalista Rai Monica Rubele, sono intervenuti tra gli altri il presidente dell’URPV e della Provincia di Verona Elio Mosele, il presidente della Provincia di Rovigo e coordinatore delle Province per il turismo, Federico Saccardin, il dirigente della Direzione Turismo del Veneto Paolo Rosso.
Il meeting ha approfondito le tematiche relative alla qualità dell’accoglienza, elemento che spesso condiziona l’intero soggiorno di turisti italiani e stranieri e che è una sorta di cartina di tornasole del livello dell’ospitalità. Ma è stata soprattutto l’occasione per anticipare contenuti e proposte delle politiche regionali e nazionali nei confronti del turismo, che Manzato e Brambilla considerano unanimemente un “settore produttivo, in grado di generare risorse in tempi brevi” e dunque tanto più importante in una fase di recessione economica mondiale come trampolino per il rilancio al momento della ripresa dalla crisi.

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