Come affrontare questa crisi
Dic 16th, 2008 | By Redazione | Category: IstituzioniS’intitola così l’intervento del presidente della Regione Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, pubblicato sul sito www.presidenterrani.it e riportato sul sito istituzionale delle regioni italiane, www.regioni.it.
“L’Italia vive un momento particolarmente delicato della propria vita economica, sociale, istituzionale” scrive Errani. “Una fase che, ha opportunamente ribadito il presidente Napolitano in queste ore, va affrontata con coraggio e volontà, con un impegno costruttivo che richiede a tutti senso di responsabilità, amore per la cosa pubblica, capacità di prescindere da interessi particolari per rilanciare l’Italia in un contesto competitivo nuovo e impegnativo.
Siamo obiettivamente in una situazione inedita, segnata da una crisi globale ancora difficile da valutare nella sua evoluzione. Tuttavia è del tutto evidente che avrà ricadute pesanti sugli assetti economici e sociali. C’è dunque bisogno di una reazione forte capace di rispondere all’emergenza sociale ed economica e nello stesso tempo di cogliere le opportunità che comunque vi sono anche in questa fase.
Ma come affrontare un quadro globale in rapido mutamento? Servono misure su larga scala, unite a scelte coordinate di respiro strategico. Ad ogni livello. Ed è proprio questa la proposta che le Regioni italiane, all’unanimità, hanno rivolto all’Esecutivo” ricorda il presidente della Conferenza delle Regioni “in queste settimane: costruire una risposta complessiva alla crisi anzitutto coordinando l’insieme delle misure nazionali fra Stato, Regioni, Enti locali. Ad esempio sul sostegno al credito per le piccole e medie imprese; mettendo i territori al centro di azioni di investimento di pronta esecuzione e di forte impatto su occupazione e redditi; costruendo azioni che sostengano la domanda a partire dai redditi più bassi e un robusto intervento per gli ammortizzatori sociali capaci di rispondere alla crisi occupazionale e al rischio gravissimo per decine di migliaia di precari.
Ma dobbiamo essere consapevoli che, anche in una regione come la nostra, i risultati raggiunti in questi anni non sono acquisiti una volta per tutte, non ci mettono al riparo dal rischio di fare passi indietro. Per questo dobbiamo continuare a lavorare senza toccare la sanità, il welfare, anzi investendo di più sulla rete dei servizi e sulla casa, sui veri elementi su cui si basa lo sviluppo reale. Dunque siamo ben lontani dalla sottovalutazione dei problemi e da qualsiasi atteggiamento autocelebrativo: per questo dico fin d’ora che nel corso del 2009 seguiremo l’evolversi della situazione con particolare attenzione alle ricadute sociali, prima di tutto sugli strati più deboli della società, e alla tenuta del sistema delle piccole e medie imprese emiliano romagnole, con la disponibilità di ulteriori interventi, se necessario, nel solco della strategia che abbiamo definito con il Patto per la qualità dello sviluppo.
Da questa Regione” conclude Errani “che ha tutti i titoli per collocarsi nel cuore più avanzato d’Europa, può venire un contributo importante al nostro Paese per uscire dalla crisi”.
