Ambiente e innovazione nel futuro dell’Emilia Romagna
Dic 30th, 2008 | By camilla.madinelli | Category: IstituzioniPiù di 4.500 alberghi, oltre 3.000 strutture extralberghiere, 12.000 esercizi pubblici, 1.800 stabilimenti balneari, 23 stazioni termali, 17 stazioni sciistiche, 10 città d’arte, 3 siti Unisco: sono questi i numeri del turismo in Emilia Romagna citati nel sito del presidente della Regione Vasco Errani (www.presidenteerrani.it) insieme a molti altri dati. La regione nel 2007 ha catturato il 9% degli arrivi e il 10% delle presenze del totale nazionale, con un incremento rispetto al 2006 del +4% degli arrivi e dell’1,8% delle presenze.
Un risultato che ha ripagato l’amministrazione regionale degli sforzi finanziari e strategici compiuti nel periodo 1998-2008, un decennio in cui ha investito – per interventi infrastrutturali e strutturali nel settore turismo – 340 milioni di euro, di cui 260 destinati agli enti pubblici e 80 a privati; altri 200 milioni di euro sono stati destinati alla promo commercializzazione.
Ora però, dopo una crescita costante fino al 2007, i dati provvisori del 2008 indicano una lieve flessione che sembra risentire della difficile situazione economica su scala mondiale: per gli arrivi registrato un -1,7%, per le presenze un -2,2%.
Di questo e molto altro si è discusso in dicembre a Riccione, in occasione della Conferenza regionale del turismo dell’Emilia Romagna, dove sono intervenuti il presidente della Regione Vasco Errani e il sottosegretario di Stato con delega al turismo, Michela Vittoria Brambilla. Durante la Conferenza è stato annunciato il nuovo Piano 2009-2011, che verrà approvato all’inizio dell’anno prossimo e consentirà di pianificare investimenti e strategie per il turismo con un occhio di riguardo verso innovazione, ambiente e qualità. Concetti non nuovi, del resto, che stanno attraversando menti e cuori degli operatori e imprenditori turistici da Nord a Sud per ridare slancio al comparto.
“La nostra regione rappresenta uno dei punti di eccellenza del sistema turistico nazionale” ha ricordato Errani. “Occorre continuare a lavorare sulla strategia di convergenza pubblico e privato, sancita dalla legge 7 sul turismo, migliorando ulteriormente modalità e sinergie. In questo modo potremo dare un contributo al sistema Paese”.
Errani ha sottolineato inoltre la necessità “di investire su temi quali l’innovazione, l’ambiente e la qualità. E per qualità non intendo solo l’ambito ricettivo, ma la qualità sociale del territorio. Solo così potremo rafforzare il carattere strategico dell’industria dell’accoglienza”.
Turismo “volano dell’economia nazionale”. L’ha ribadito nel suo intervento il sottosegretario Brambilla, auspicando che Governo, Regioni, Enti locali e imprese agiscano insieme affinché “in Italia il turismo raggiunga livelli di eccellenza, che il Paese merita di avere”.
“Servono strategie nazionali per ridare respiro al turismo” ha sottolineato infine l’assessore al turismo della Regione, Guido Pasi. “Voglio ricordare che la sequenza dei trasferimenti dallo Stato alla nostra Regione sulla base dell’unica legge esistente parte, nel 2002, da poco meno di 19 milioni di euro e passa a zero dall’anno 2005, quando scompare il fondo nazionale che trasferiva i finanziamenti per il turismo. Da tre anni a questa parte sono rimasti solo spiccioli per i progetti interregionali; invece il turismo ha bisogno di strade, aerei, alberghi, operatori e personale, di urbanistica e credito”.
