Crescono gli eno appassionati

Mag 20th, 2009 | By Redazione | Category: Tendenze

Passano dai 4 ai 6,5 milioni i turisti che vanno in giro per l’Italia organizzando mini-vacanze all’insegna del wine&food e abbandonando le motivazioni di viaggio più classiche, come il mare e le città d’arte. E nei territori a più alta vocazione vitivinicola il turismo enogastronomico fa segnare stabilità nei 2,5 miliardi di volume d’affari a fronte di una frenata dei prezzi. L’obiettivo per il futuro è quindi migliorare gli itinerari enoturistici e l’offerta più in generale.

Le tendenze emergono chiaramente dal Rapporto annuale n. 7 “Osservatorio sul turismo del vino” delle Città del Vino, realizzato dal Censis Servizi Spa. L’Italia è ancora la meta ideale per i viaggi all’insegna del wine&food, e in nessun Paese come nel nostro il turismo enogastronomico ha assunto una fisionomia così diffusa e consistente, con 140 Strade del Vino e dei Sapori e 1.300 comuni attraversati da questa rete capillare, che comprende quasi 400 denominazioni territoriali di vini, oltre 4.000 ristoranti, circa 33.000 prodotti vitivinicoli e più di 3.300 cantine.
Il numero crescente degli eno appassionati, perfettamente in linea con la tendenza internazionale del momento, si affida sempre più alla cultura del “what to do today”: viaggiare è irrinunciabile e, per questo, meglio spendere tempo libero e risparmi in vacanze brevi, da 1 a 2 notti, ma ben organizzate, privilegiando i propri interessi particolari – dall’enogastronomia di tendenza a quella di uno specifico territorio, dal wellness allo shopping, al collezionismo e così via – per esplorare sempre nuove destinazioni e appagare il bisogno di scoprire e conoscere.

COME COSTRUIRE TOUR ENOGASTRONOMICI SU MISURA
Gli strumenti sono essenzialmente due: da una parte il web, il modo più semplice, economico e veloce per reperire informazioni (quasi il 50% degli italiani naviga in internet e sono oltre 10 milioni coloro che praticano il turismo online, il settore con il maggior tasso di crescita dell’e-commerce), dall’altra il classico passaparola, considerato dagli addetti ai lavori il primo fattore di promozione e comunicazione. L’analisi condotta dal Rapporto Città del Vino/Censis su 69 Strade del Vino e dei Sapori presenti in rete con propri siti mette in evidenza un articolato quadro d’offerta. Ecco la “top five” dei migliori web-site per forma e contenuti: al primo posto la Strada del Sagrantino e, a seguire, la Strada del Franciacorta, la Strada del Barolo e dei Grandi Vini di Langa, la Strada dell’Olio e del Vino del Montalbano e infine la Strada del vino dell’Etna.

COL VENTO IN POPPA
Significative attese, incremento dei flussi, impatti positivi sui bilanci dei produttori, il turismo del vino sembra vivere una stagione positiva, forse più per la forza della domanda che per una deliberata strategia dell’offerta, il cui potenziale reale risulta ancora inespresso nel nostro Paese. Ma non si potrà né dovrà dormire sugli allori ancora per molto.
“Dal Rapporto emerge un’indicazione molto chiara” spiega il presidente delle Città del Vino Valentino Valentini “ovvero il bisogno di fare più sistema e sviluppare strategie politiche e finanziarie per rafforzare i territori che rappresentano un asset importante e decisivo per la competizione internazionale”.
Secondo l’Osservatorio delle Città del Vino – l’associazione di cui fanno parte oltre 570 comuni e 38 tra province, comunità montane, strade del vino e parchi, corrispondenti al 6,7% dei comuni, al 70% del vigneto Italia, all’89% dei vini Doc, Docg e Igt, al 15% dell’offerta turistico ricettiva e al 22% degli agriturismo del nostro Paese – l’attrazione enogastronomica fa registrare una forte crescita dei flussi turistici (tra il 18% e il 20%) e il miglioramento qualitativo e quantitativo degli itinerari del Belpaese rappresenta l’obiettivo principale sul quale puntare in futuro, come testimonia il parere comune dei proprietari di aziende, ristoratori e dei sindaci delle Città del Vino.
Tra i diversi fattori d’attrazione territoriale per gli eno appassionati, all’enogastronomia spetta il primo posto (33%), mentre c’è una sostanziale equivalenza per ambiente e bellezze naturali (24%), arte e cultura (22%) e vino (21%). Il 62% dei produttori delle aziende oggetto del sondaggio Città del Vino/Censis ha visto aumentare il numero di visitatori nel 2008, sempre più attratti dalle degustazioni (93,5%), dalle visite delle cantine (85,8%) e dalla vendita diretta dei vini (57,4%). Segno negativo invece per i ristoratori, che fanno registrare una diminuzione dei loro ospiti, sempre più attenti nello scegliere rigorosamente vini e prodotti locali (tra – 4% e – 5,5%).
Il turismo del vino rappresenta un fattore determinante per lo sviluppo turistico ed economico del territorio, soprattutto in Campania, Lazio, Piemonte, Marche, Sicilia, Veneto e Lombardia; è già ampiamente affermato in Trentino, Umbria, Toscana, Puglia, Friuli ed Emilia Romagna.
E per chiudere, una buona notizia: per nessuna regione sono previste flessioni per il turismo enogastronomico da qui ai prossimi cinque anni.

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