Dolomiti, paradiso naturale dell’umanità

Lug 3rd, 2009 | By Redazione | Category: Primo piano

Dopo le isole Eolie anche le Dolomiti ricevono tutela dall’UNESCO, ma è subito polemica tra le province di Belluno e Bolzano per il coordinamento interistituzionale.

A fine giugno le Dolomiti sono entrate ufficialmente a far parte del patrimonio naturale universale dell’Unesco. Lo stato italiano ha presentato la candidatura al WHC (World Heritage Committee), con sede a Siviglia, che ha accolto la proposta con il favore di tutti i suoi 21 membri. Due i punti di forza sui quali la commissione ha deciso: la bellezza paesaggistica e il valore geomorfologico, criteri fondamentali all’ammissione nella lista.
L’esito positivo della proposta ha soddisfatto il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e i rappresentanti delle 5 province interessate (Belluno, Bolzano, Trento, Udine e Pordenone), tutti presenti a Siviglia per la proclamazione.
“Gioia e Responsabilità” il commento a caldo del presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, che ha evidenziato l’importanza di questo riconoscimento focalizzando l’attenzione sul rispetto di quelle tradizioni che hanno permesso di usufruire delle risorse del territorio senza mai intaccare ambiente e natura.
D’ora in poi i 231.000 ettari dell’area dolomitica, rappresentata da ben 9 vette che attraversano le regioni del Trentino Alto Adige, del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, saranno soggetti a severe norme di tutela e sviluppo che le stesse Province dovranno provvedere a stilare accordandosi anche su quale sia la sede della Fondazione. Questo organismo è il soggetto unico referente nei confronti del WHC incaricato della promozione e della valorizzazione del bene attraverso la definizione di obiettivi e l’implementazione di strategie orientate alla conservazione, alla gestione sostenibile e alla formazione rispetto ai valori di unicità ed eccezionalità.
Proprio sulla necessità di accordarsi sul luogo in cui sorgerà la Fondazione, sono entrate in conflitto il Veneto e il Trentino Alto Adige. Le città protagoniste della querelle sono Belluno e Bolzano.
In Regione Veneto il presidente Giancarlo Galan, il suo vice Franco Manzato e l’assessore alle politiche dei flussi migratori Oscar De Bona concordano nell’affermare la candidatura di Cortina D’Ampezzo, forti del fatto che circa l’80% del territorio dolomitico è parte della provincia bellunese. Dello stesso avviso il presidente della Provincia di Belluno Gianpaolo Bottacin e il presidente di Confindustria Belluno Valentino Viscellari. Per tutti loro è ancora più importante la necessità di restituire a Belluno uno spazio decisionale di rilievo, utile a risollevare le sorti del suo sviluppo economico.
La polemica si accende maggiormente contro il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano – da febbraio di quest’anno anche presidente di turno della Regione Trentino-Alto Adige – Luis Durnwalder, il quale in passato aveva proposto il “trasferimento” di Cortina nella provincia di sua competenza e che ora sostiene Bolzano come sede privilegiata per la Fondazione. Scopo di Durnwalder è quello di affiancare il nuovo organismo al Segretariato della Convenzione delle Alpi già presente in città. Secondo il presidente l’inserimento delle Dolomiti nella lista del patrimonio naturale dell’umanità rappresenta il coronamento di una politica a favore della tutela ambientale.
Dunque, Cortina o Bolzano? Entro 18 mesi (tempo massimo concesso dal WHC) bisognerà trovare una soluzione alla bagarre. Per il momento l’unica scelta possibile sembra essere la rotazione tra le 5 province interessate, così come suggerito dallo stesso Durnwalder.

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