Turisti giapponesi in fuga dall’Italia
Lug 20th, 2009 | By camilla.madinelli | Category: IstituzioniIl rapporto qualità-prezzo torna alla ribalta come fattore fondamentale di successo, purché si basi sull’equilibrio e la trasparenza. Per far scappare a gambe levate i viaggiatori dall’Oriente, infatti, sembra che nella Penisola siamo sulla buona strada: qualche conto troppo salato e servizi non all’altezza delle aspettative paiono le due ragioni chiave del fuggi fuggi indicato dall’Asahi Shimbun, il secondo quotidiano del Sol Levante con 5 milioni di copie vendute al giorno.
La notizia arriva dall’Ansa e dal suo ufficio di corrispondenza di Tokyo. I flussi dal Giappone verso l’Italia sono “in rapido declino” e scontano fattori come il supereuro, la nuova influenza e, soprattutto, servizi di scarsa qualità e prezzi talmente alti da sfiorare nell’illegalità, come per esempio nel caso di ristoranti e taxi.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa l’Asahi Shimbun, in un’edizione dell’ultimo fine settimana, traccia un quadro poco rassicurante sul Belpaese, a poche settimane dal conto-truffa da 700 euro che una coppia di turisti giapponesi si è vista addebitata per un pasto in un ristorante romano. Il quotidiano fa di più, dedica l’articolo d’apertura all’interesse del Giappone per l’Italia e formula pure una stima: nel 2009 i turisti nipponici saranno circa un milione nello Stivale, meno della metà rispetto al picco di 2,17 milioni raggiunto nel 1997. Secondo l’Asahi Shimbun, i turisti giapponesi vedono con maggior attenzione sia la Francia che la Germania, che stanno diventando le principali mete europee scalzando l’Italia dal primato di destinazione da sogno nel Vecchio Continente. Una previsione che non mette certo di buonumore visti i tempi.
