“Giapponesi, venite in Italia”
Lug 22nd, 2009 | By camilla.madinelli | Category: Primo pianoL’invito parte dal ministro al turismo Michela Vittoria Brambilla, che ha risposto con una lettera aperta inviata all’agenzia di stampa Ansa alle critiche sul nostro Paese mosse dall’Asahi Shimbun, il secondo quotidiano del Sol Levante con 5 milioni di copie giornaliere. Nel documento, scritto in italiano, inglese e spagnolo (vedi allegato), il ministro si rivolge al turisti giapponesi e di tutto il mondo affermando che una vacanza in Italia “è prima di tutto un’emozione, un’esperienza che rimarrà per sempre nel solco della vostra memoria”.
L’istituzione del ministero dedicato al settore, la rinascita del portale italia.it, le varie iniziative per promuovere e valorizzare la ricchezza dell’offerta italiana, innalzare gli standard dell’accoglienza e lavorare sulla qualità. L’onorevole Brambilla tocca tutti questi punti nella sua lettera aperta, citando pure la vicenda dei due turisti giapponesi costretti a pagare un conto salato in un ristorante di Roma; si definisce “fortemente dispiaciuta” e li invita a trascorrere un nuovo soggiorno nella Capitale ospiti del Ministero del turismo.
Il danno d’immagine provocato da questo episodio non è stato di poco conto, ma quanti casi si verificano ogni anno in Italia di turisti letteralmente spennati, per colpa di prezzi troppo alti che alla fine li fanno fuggire altrove per le vacanze? Non se ne parla, solo casi silenziosi, ma ci sono. Il ministro ricorda che il nostro Paese è stato capace di affrontare a testa alta la crisi internazionale e “mettere in campo, per la stagione già in corso, pacchetti di viaggio e soggiorno veramente competitivi”. Quindi, ricorda il ribasso dei prezzi praticati dagli alberghi e dai ristoranti, la promozione della massima trasparenza e via di questo passo.
C’è da sperare che la lettera aperta del ministro italiano arrivi alle orecchie dei giapponesi e pure dei giornalisti dell’Asahi Shimbun. Nel caso volessero riparlare dell’Italia, e magari con toni diversi.
Per leggere la lettera aperta del ministro, clicca qui.
