Crisi e prospettive future
Lug 27th, 2009 | By Redazione | Category: EconomiaLa crisi economica internazionale del 2009 colpisce anche il settore turistico, che registra una contrazione dei flussi a cui è più che mai necessario far fronte con nuove strategie promozionali e politiche di sostegno.
Estate, tempo di vacanze. È ciò che ci si aspetta dall’arrivo della bella stagione. Via dalla routine, lontani dallo stress di una vita quotidiana intensa e vissuta a pieno ritmo. Ma le tendenze di quest’anno dipingono una situazione economica delicata, preoccupante e soprattutto critica per qualsiasi settore, compreso quello turistico.
La presidente di FIAVET (Federazione Italiana Agenzie Viaggi e Turismo), Cinzia Renzi, ha reso noti dati allarmanti relativamente alle prenotazioni dei viaggi: si registra un calo del 12%, che ha fatto decrescere i ricavi delle agenzie italiane del 20% circa. Tra le cause scatenanti, una diversa organizzazione delle ferie da parte dei clienti che, avendo perduto parte del loro potere d’acquisto, tendono a contrarle oppure a dilazionarle nel tempo.
Le soluzioni a questa situazione fanno capo alla politica e al marketing territoriale. La stessa Renzi ha affermato che per far ripartire la macchina dei flussi turistici si rende necessaria l’attuazione di politiche di sostegno, differenziate a seconda dei vari componenti del settore, in modo che tutti possano cooperare affinché sia ristabilito l’equilibrio di un ambito che da solo, prima della crisi economica internazionale, creava l’11% del nostro Prodotto Interno Lordo.
Dallo studio condotto dal World Economic Forum è emerso che l’Italia si piazza al 21esimo posto in Europa e al 28 nella classifica generale sulla competitività turistica di 133 Paesi, nonostante l’immenso patrimonio d’arte, cultura e natura che offre ai suoi visitatori. Drastici i dati del settore alberghiero: in occasione dell’edizione di febbraio di quest’anno della BIT di Milano (Borsa Internazionale del Turismo) è emerso che il fatturato del settore in questione è in perdita del 6-7%, vale a dire di circa 927 milioni di euro.
Perdite consistenti dunque affliggono il Belpaese dal punto di vista turistico. Le Regioni, dal canto loro, pubblicano studi e varano politiche atte a risanare i conti. Un esempio è costituito dal Veneto. AVA (Associazione Veneziana Albergatori) in collaborazione con l’associazione degli albergatori termali Abano e Montegrotto e AJA (Associazione Jesolana Albergatori) ha presentato una previsione del 2009 sul comparto turistico in Italia ponendo particolare attenzione alle città di Venezia e Jesolo.
Dalle analisi è emerso che si vive in un forte momento di incertezza in cui il flusso turistico italiano e quello straniero hanno subito un calo vertiginoso (a Venezia si registra il 3,3 % in meno dei turisti italiani e il 5,1% in meno di quelli stranieri; a Jesolo il 2,8% in meno per gli italiani e il 2,2% in meno per gli stranieri). Lo studio riporta altresì gli sviluppi futuri della situazione: si prospetta la ripresa economica in due anni, con un aumento dei turisti provenienti da Brasile, India e Ucraina, che nel frattempo avranno aumentato il loro potere d’acquisto e saranno quindi maggiormente predisposti all’acquisto dei beni di svago come i prodotti turistici.