Investire negli aeroporti
Ott 22nd, 2009 | By daniela.gravino | Category: IstituzioniIl 14 ottobre a Villa Madama si è tenuta la conferenza “Due hub, un unico obiettivo: far crescere il Paese” organizzata da Fabrizio Palenzona e Giuseppe Bonomi, rispettivamente presidenti di AdR (società di gestione aeroporti di Roma) e Sea (società di gestione aeroporti di Milano)
Il piano di sviluppo è stato presentato al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, al ministro delle infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli, ai sindaci delle città di Milano e Roma Letizia Moratti e Gianni Alemanno.
Il progetto prevede il finanziamento da parte dello Stato italiano di 19 miliardi di euro entro il 2040 da suddividere in 5 miliardi entro il 2020 e i restanti 14 entro il 2040. Il progetto è stato proposto quale tentativo di recupero dei due aeroporti più importanti d’Italia, Roma-Fiumicino e Milano-Malpensa (nella foto), per accrescerne la competitività rispetto agli aeroporti di tutto il mondo e renderli maggiormente fruibili.
I PUNTI E I NUMERI DEL RILANCIO
Nello specifico il piano di sviluppo vuole enfatizzare le “vocazioni” dei due aeroporti in questione: la specializzazione turistica di Fiumicino e quella business di Malpensa rappresentano i punti chiave su cui si articola l’intero progetto. Dei 5 miliardi messi a disposizione entro il 2020, 3,6 serviranno a potenziare Fiumicino che, entro 10 anni, dovrebbe essere in grado di accogliere 70 milioni di passeggeri grazie a una nuova aerostazione, un nuovo parcheggio multipiano da 2130 posti auto, un nuovo sistema di trattamento dei bagagli (in grado di smistare circa 12.000 valigie l’ora) e una rinnovata quarta pista.
Per Malpensa invece, sempre entro il 2020, sarà realizzato un collegamento tra le piste di volo, il nuovo terminal 1 e una nuova Airport City. La sfida più grande per questo scalo si aprirà a partire dalla fine del prossimo decennio, quando il progetto prevedrà la realizzazione di un nuovo terminal centrale, di una monorotaia di collegamento e un nuovo polo logistico in grado di accogliere fino a 70 milioni di passeggeri.
Il piano così strutturato prevede circa 150mila posti di lavoro in più nei prossimi 10 anni.
PIANO SI, PIANO NO
Tre i presupposti alla base delle realizzazione del piano: l’aumento delle tariffe per i passeggeri, nuovi accordi sui diritti di traffico per aumentare l’accessibilità del nostro Paese, il miglioramento delle infrastrutture di accesso agli aeroporti sia su strada che su ferrovia.
Sebbene niente sia stato ancora approvato dal Governo, non sono mancate le critiche da parte delle compagnie aeree che hanno avanzato l’ipotesi che i passeggeri, visti gli aumenti, preferiranno altri mezzi di trasporto. Inoltre tali incrementi tariffari non risultano per ora necessari visto che gli investimenti “non partiranno quest’anno e, per quello che ne sappiamo, neanche per l’anno prossimo” ha affermato il regional manager per il Sud Europa di EasyJet, Francois Bacchetta.
Una voce fuori dal coro quella di Alitalia che ha invece condiviso le linee guida del progetto, trattandosi di aeroporti per i quali la compagnia di bandiera realizza molti voli.
L’Enac, ente nazionale aviazione civile, è in procinto di analizzare il progetto ma ha già evidenziato la necessità di ottenere un numero assai maggiore di personale per la sua realizzazione.
