Germania, Iva ridotta per gli alberghi
Nov 4th, 2009 | By camilla.madinelli | Category: Primo pianoIl Governo tedesco ha deciso di ridurre l’Iva per i pernottamenti alberghieri. Si passa dal 19 al 7% a partire dal primo gennaio 2010, come riporta TTG Italia sul suo sito d’informazione. E in Italia?
Il provvedimento rappresenta un notevole passo in avanti per le associazioni di imprenditori alberghieri della Germania: le associazioni Dehoga, che riunisce alberghi e ristoranti, e Iha, riservata ai soli hotel, si sono dette soddisfatte del provvedimento governativo, che darà loro la possibilità di “concentrarsi sul massiccio piano di rinnovo delle strutture ricettive”.
Nulla di nuovo invece per i ristoranti. Per loro infatti l’imposta rimane alta, nonostante in tutti i vicini Paesi dell’Europa occidentale sia stata ridotta di un tasso che oscilla tra i 5 e i 10 punti percentuali.
In pratica la Germania, come altri Paesi competitor dell’Italia in campo turistico, stanno intervenendo direttamente per sostenere le imprese e la propria economia turistica. Dopo la sua rielezione in luglio alla guida di Confturismo Veneto (17mila imprese turistiche associate), Marco Michielli aveva affermato: “Siamo alle solite: oltre a lavorare al meglio per creare quelle emozioni necessarie alla soddisfazione dei nostri ospiti, dobbiamo anche preoccuparci di correre con una macchina senza turbo al motore. La Francia abbatte l’Iva sulla ristorazione, la Spagna interviene finanziariamente in maniera massiccia, la Grecia rimborsa l’Iva per interventi di riqualificazione nelle imprese turistiche, la Croazia impone sostegni anticrisi. L’Italia su questi fronti sta invece clamorosamente ferma”.
Sulle aliquote Iva applicate in Europa ci sono le situazioni più disparate, ma in linea di massima i Paesi turisticamente importanti praticano per l’alloggio aliquote più basse di quella del 10% applicata in Italia: Portogallo 5%, Francia 5,5%, Olanda 6% Spagna 7%, Grecia 9%. Ora dunque ci si mette pure la Germania, che va al 7%.
In un tale scenario di concorrenza in Europa, un pernottamento negli hotel italiani può arrivare a costare al consumatore finale tra il 3% e il 4,5% in più. Per questo da tempo le massime associazioni italiane che raggruppano alberghi e albergatori chiedono a gran voce una riduzione percentuale dell’Iva. Serve insomma un’armonizzazione che renda giustizia alle imprese turistiche italiane. Un modo per essere ancora più competitivi sul mercato, che non elimina comunque l’esigenza di lavorare su qualità dell’offerta e proposte.
“La riduzione dell’aliquota Iva sugli alberghi è quanto mai necessaria” afferma anche il presidente di Assotravel Andrea Giannetti “per cercare di dare una scossa e rilanciare il turismo in entrata nel nostro Paese. Un intervento in questa direzione creerebbe i presupposti per la ripresa non solo per le strutture ricettive, ma anche per le agenzie di viaggio che fanno incoming, che attraggono i flussi turistici in Italia. La scelta della Germania ha mostrato come altri governi europei stiano cercando di dare un sostegno alle proprie imprese: il nostro non può sottrarsi alle proprie responsabilità in materia e aiutarci a competere”.
Secondo Giannetti e molti altri, tra cui il presidente di Confturismo Bernabò Bocca che da tempo insiste su questo punto, una riduzione dell’Iva consentirebbe all’Italia alberghiera di competere alla pari con i concorrenti, concentrando le risorse su qualità e professionalità.
“La scusa che la riduzione Iva comporti una perdita per le casse dello Stato non regge più” continua Giannetti di Assotravel “considerando che il differenziale sarebbe colmato dal maggior gettito in entrata dovuto ad un incremento dei turisti. È infatti noto che ogni turista che entra in Italia genera un effetto positivo non solo per la produzione turistica, ma anche per settori come il manifatturiero e l’agroalimentare”.
