Riscoprire l’Italia
Dic 18th, 2009 | By Redazione | Category: Operatori e ImpreseAbbiamo intervistato il nuovo segretario nazionale di Italia Turismo CIDEC, Francesco Iazzolino. Attivo da oltre vent’anni nei servizi alle imprese, ci svela la sua idea di sviluppo turistico per il Belpaese e anticipa i programmi futuri della federazione, che mirano a intrecciare turismo, enogastronomia e produzioni locali per rafforzare l’offerta.
Riscoprire l’offerta turistica locale, rafforzare l’identità territoriale, sviluppare un sistema di promozione internazionale. Sono alcuni degli obiettivi della Federazione Italiana del Turismo della C.I.D.E.C. messi a fuoco dal neo eletto segretario Francesco Iazzolino, calabrese, con una lunga esperienza nel settore dei servizi alle imprese. Ha infatti ricoperto incarichi di vertice in associazioni di categoria ed ente bilaterale, è stato vice presidente della Camera di Commercio di Cosenza, presidente di un’Azienda Speciale della stessa Camera di Commercio e componente del comitato di sorveglianza del POR (Programmi Operativi Regionali) Calabria.
Con quale spirito ha accolto l’incarico?
Con grande entusiasmo e la consapevolezza che il compito è gravoso, ma certo foriero di grandi soddisfazioni. Colgo l’occasione per ringraziare il presidente Paolo Esposito e i colleghi del consiglio direttivo che mi hanno conferito tale prestigioso incarico, verso cui m’impegno a profondere tutte le energie necessarie per produrre risultati importanti.
Metterà il suo ampio bagaglio professionale al servizio di Italia Turismo CIDEC?
Mi sembra opportuno e doveroso mettere a frutto esperienze e conoscenze acquisite in questi lunghi anni. La speranza è che possa contribuire al consolidamento e allo sviluppo della federazione. Sono sicuro che la sapiente guida del presidente Esposito e il sostegno dei colleghi del consiglio mi consentiranno di mettere a sistema tali esperienze.
Da addetto ai lavori, una riflessione sul settore turistico italiano.
Ritengo sia doveroso fare una riflessione preliminare: l’Italia è ancora per molti aspetti una della mete più ambite dai turisti di tutto il mondo. Ciò accade perché la nostra storia, il nostro patrimonio artistico culturale, il paesaggio e la ricchezza delle offerte enogastronomiche rendono il nostro Paese unico al mondo. Questo grande patrimonio, però, da un po’ di anni non è più in grado di produrre quella crescita economica che il sistema Italia richiederebbe.
Aldilà delle eccellenze, che sono anche abbastanza numerose, il resto d’Italia nasconde enormi potenzialità non adeguatamente valorizzate. Mi riferisco alle tante realtà locali, uniche per tipicità e identità territoriali che, in un contesto di globalizzazione inteso come appiattimento dell’offerta, potrebbe rappresentare il punto di forza del turismo italiano del nuovo millennio.
Spingere verso la standardizzazione dei pacchetti turistici, banalizzandoli a semplici contenitori di esperienze e servizi fruibili in qualsiasi contesto internazionale, ci porta a competere con altre realtà
avvantaggiate sul piano dei costi di produzione.
Qual è la sua idea di sviluppo turistico?
Penso sia indispensabile anzitutto riscoprire l’identità territoriale e favorire lo sviluppo dell’offerta turistica locale partendo dal basso. Ma anche: sostenere il turismo extra alberghiero, che in Europa rappresenta già oltre il 25% della domanda; aprire un confronto con i sindacati dei lavoratori dipendenti per ricercare una maggiore flessibilità di tipo contrattuale per gli addetti delle aziende turistiche, affrancandoci cioè da un sistema rigido più vicino alle aziende produttive tradizionali; ridurre l’aliquota Iva almeno nella misura di quanto già applicato in altri Paesi europei; in ultimo, ma estremamente importante, sviluppare un sistema di promozione internazionale dell’offerta turistica rivolto principalmente alle eccellenze del territorio. In sostanza, non più la promozione di destinazioni turistiche, ma la promozione di veri e propri prodotti turistici che fanno dell’Italia un Paese unico al mondo.
Torniamo a Italia Turismo CIDEC. Quali sono le potenzialità e i programmi in cantiere?
È una realtà giovane, dinamica, sapientemente guidata dal presidente Esposito, molto attenta alle piccole imprese, anche del settore extra alberghiero, con buona capacità progettuale. È dotata di adeguati strumenti di comunicazione per la promozione delle imprese associate e particolarmente vocata alla riscoperta e alla messa a sistema delle offerte turistiche locali a forte identità territoriale. La federazione ha maturato grande esperienza nell’internazionalizzazione, non solo delle imprese turistiche, ma anche di quelle del comparto delle produzioni locali e dell’enogastronomia. Sta puntando molto sulle eccellenze dell’enogastronomia, mettendole a sistema nelle sue molteplici sfaccettature. In sintesi, ha già raccolto la sfida e vuole recitare un ruolo da protagonista nel sistema della rappresentanza delle imprese turistiche italiane.
