Il Veneto fa scuola
Mar 3rd, 2010 | By camilla.madinelli | Category: IstituzioniL’economia turistica veneta ha dimostrato alla Bit di Milano di avere una marcia in più. Prova ne siano le presenze turistiche a quota 60 milioni 444mila, il 60% delle quali di ospiti stranieri: una buona performance per il 2009, giudicato tra il “negativo” e il “nero profondo” dai rappresentanti istituzionali e dai tour operator.
Il segreto? “L’unitarietà e la volontà di fare sistema da parte degli operatori turistici” afferma il vicepresidente della Giunta Franco Manzato “i veri artefici di un successo che rende il Veneto un distretto mondiale unico dell’ospitalità. Dai primi segnali di crisi tutti si sono rimboccati le maniche e hanno unito le forze, facendo di necessità virtù se consideriamo lo storico individualismo dei veneti”.
Insieme a Regione e istituzioni hanno quindi scelto gli obiettivi principali, tra cui far tornare i tedeschi. “Ma anche conservare gli ospiti, quelli che altrove vengono prosaicamente chiamati “clienti” prosegue Manzato “ben sapendo che il reddito avrebbe subito delle contrazioni ma pensando al futuro. I risultati ci hanno dato ragione: un turista su cinque registrato in Italia è stato nel Veneto e i tedeschi hanno segnato un +10,4% di presenze: nelle spiagge, laghi, montagne, terme, città d’arte, parchi, ristoranti, trattorie e agriturismo”.
Mica per niente, ricorda, “il ministro Michela Vittoria Brambilla e il presidente dell’Enit Matteo Marzotto hanno indicato il Veneto come esemplare nel proporre un’offerta unitaria e coordinata”.
Durante i quattro giorni della Borsa internazionale del turismo, a Milano, la prima regione turistica d’Italia ha messo in mostra bellezze, cultura ed enogastronomia condite da sorrisi e amicizia. Nel piccolo ristorante allestito all’interno dello spazio espositivo sono stati serviti ben mille pranzi di cucina veneta: sono valsi più di tanti discorsi a convincere della “bontà” del Veneto.
Divertimento assicurato anche grazie a momenti d’intrattenimento e spettacoli, dallo scultore delle Dolomiti di cioccolato al body painting, dalla canzone veneta di Sir Oliver Skardy alla gara di Beach Wolley tra amministratori pubblici dei Comuni balneari della regione.
Il Veneto del turismo, insomma, non ha alcuna ricetta “miracolosa”, né fa ricorso a tecnologie da fantascienza e nemmeno a investimenti pubblicitari stratosferici, ma punta sul fare sistema valorizzando le peculiarità del territorio. Una pista invocata da più parti in Italia, a volte percorsa e a volte solo abbozzata, che in Veneto però dimostra già alcuni frutti.
