Open air oltre la crisi

Giu 16th, 2010 | By Redazione | Category: Operatori e Imprese

L’indagine Faita Federcamping e Confturismo rivela i punti deboli del settore del turismo all’aria aperta, focalizzando l’attenzione sulle cause e le possibili soluzioni da adottare affinché il comparto ritorni alla sua vitalità.

Di recente pubblicazione, il rapporto ha evidenziato come nel triennio 2002-2004 il settore turistico italiano sia stato gravemente colpito da cause esterne al comparto, quali attentati terroristici, sfavorevoli andamenti climatici, crisi economiche delle potenze europee. All’interno dello stesso settore a risentire maggiormente di tali effetti a dir poco deleteri è stato il turismo en plein air, all’aria aperta, quello che, per intenderci, contempla le vacanze all’insegna di un rapporto diretto con la natura, tra montagna, mare e laghi in strutture ricettive come campeggi e villaggi.
Le performance negative del turismo en plein air si spiegano, secondo l’indagine, mediante una serie di elementi tra loro contrastanti. Per darne un esempio: il flusso turistico degli stranieri, che rappresenta la percentuale più alta tra chi concepisce tale tipologia di vacanza, si concentra maggiormente nell’area Nord-Est del nostra Penisola, quando il numero più elevato di strutture ricettive adibite all’accoglienza si trova al Sud e nelle isole, soprattutto per ciò che concerne il turismo balneare. Quest’ultimo, inoltre, è perennemente afflitto non solo dalla stagionalità dell’offerta, il che causa altresì un esagerato innalzamento dei prezzi, ma anche dalla concorrenza degli altri Paesi del Mediterraneo che offrono, a prezzi decisamente più competitivi, splendide coste e mare cristallino.

LE STRATEGIE PER IL RILANCIO
Ma le sorti del turismo all’aria aperta, sempre secondo la ricerca, potranno essere risollevate mediante espedienti di marketing orientati all’implementazione di strategie integrate, volte cioè alla creazione di sinergie tra settori diversi, primo fra tutti il territorio e le sue risorse al fine di lanciare un prodotto turistico innovativo che risponda altresì all’esigenza della ricerca dell’esperienza da parte del turista odierno. Non meno importante la possibilità di adeguare la struttura alle norme e ai canoni dell’ecosostenibilità nella prospettiva del rispetto dell’ambiente, al fine di rendere ancora più visibile la mission aziendale nei confronti di tutti i clienti.

Faita Federcamping e Confturismo auspicano che la ricerca rappresenti uno spunto di riflessione e un punto di partenza verso nuovi scenari di sviluppo del settore in Italia, che dal 1997 al 2006 è stato caratterizzato da una forte vivacità e pertanto si classifica quale uno dei comparti più proficui per il turismo della Penisola.

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