Tassa di soggiorno, è bufera

Lug 15th, 2010 | By Redazione | Category: Primo piano

Dal 2011 entrerà in vigore a Roma la tassa sul turismo. Albergatori, Confindustria e Sindacati sono in rivolta.

Nonostante il secco no gridato dagli operatori turistici romani in occasione della conferenza del 12 luglio scorso tenutasi all’Hotel Majestic di Roma alla presenza di Confcommercio, Confindustria, Confesercenti, Cgil, Cisl, Uil e Federalberghi, le commissioni Bilancio e Turismo del Comune romano hanno approvato a maggioranza la proposta del sindaco, Gianni Alemanno, di imporre una tassa ai turisti che pernottano a Roma in alberghi e altre strutture ricettive come campeggi e bed&breakfast. L’obiettivo è rimpinguare le tasse del comune, il cui bilancio è in deficit di 12 miliardi di euro. La manovra consentirebbe alla città di coprire il gap economico di circa 80 milioni di euro l’anno.

La delibera n. 8597 entrerà in vigore a partire dall’anno prossimo ed è stata modificata sulla base delle questioni sollevate dagli operatori. Il contributo richiesto è stato accordato soltanto per le prime 3 notti del soggiorno e va da un minimo di 1 a un massimo di 5 euro, a seconda della struttura ricettiva scelta dal turista. Il Campidoglio riconosce altresì agli albergatori un compenso in precentuale sulla tassa richiesta al turista.
Queste migliorie, però, non sono affatto servite a placare le polemiche. Alcuni imprenditori hanno definito la tassa “iniqua e discriminatoria, perché penalizza uno dei pochi settori economici che produce ricchezza, abbassa la competitività dell’offerta turistica della capitale e ne deturpa l’immagine all’estero”. Quella dell’immagine è una questione molto importante: secondo gli operatori, i turisti avrebbero la percezione di entrare in un Paese che vuole spillar loro qualche moneta in più piuttosto che accoglierli con il tipico calore italiano. Una mossa che non pare vincente in un momento di crisi economica generale come quello odierno.

Il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, ha poi introdotto il discorso sulle problematiche occupazionali che scaturirebbero dall’applicazione della delibera, affermando che gli albergatori, al fine di abbattere i costi del lavoro, potrebbero decidere di affidare la gestione di alcuni servizi a cooperative esterne. Il vicepresidente di Confesercenti Roma, Mauro Pica Villa, ha ribadito che la tassa penalizzerà gli stessi italiani che si recano a Roma non solo per trascorrere le vacanze, ma anche per motivi di studio o professionali.
Rispetto a tali problematiche gli operatori vorrebbero all’unisono vagliare una proposta alternativa e più accettabile, per esempio quella di aumentare i prezzi d’ingresso a musei statali e comunali di 3 euro. Si avrebbero così 30 milioni di euro l’anno, una cifra considerevole che però allungherebbe i tempi di recupero del debito.

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