“Una lobby dei prodotti agroalimentari”
Ago 30th, 2010 | By Redazione | Category: Operatori e ImpreseA lanciare l’idea i presidenti del Parco Cinque Terre, Franco Bonanini, e del Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano, Fausto Giovanelli. Intervenuti al meeting “Prodotti tipici: ambasciatori nel mondo”, tenutosi a fine agosto a Reggio Emilia, alla Festa nazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, i rappresentanti dei due parchi italiani hanno sottolineato l’importanza di promuovere e valorizzare le produzioni agroalimentari made in Italy.
Creare una “lobby buona, a sostegno dei piccoli produttori, a capo di un’Italia buona, come una vera e propria agenzia per i prodotti di qualità”. In pratica, puntare al massimo e nel concreto sul binomio sapori e viaggi, prodotti tipici e turismo.
A considerare questa strada come vincente ci sono da una parte il territorio ligure delle Cinque Terre e dall’altra l’Appennino al confine tra Emilia e Toscana. “Non si è puntato certo su un turismo mordi e fuggi” ha detto Bonanini per il Parco Cinque. “Da quando, 10 anni fa, è nato il Parco, la nostra strategia è stata coniugare conservazione e sviluppo, tipicità e paesaggio, per indirizzare e non subire il turismo e, soprattutto, perché il nostro territorio non venisse divorato.”
Secondo il presidente del parco ligure tra prodotti e turismo c’è più che un binomio. “Si tratta di un legame indissolubile” ha affermato. “Il turista che viene da noi cerca sapori e saperi tipici e questi ultimi sono il motore per la ripresa del settore agricolo e dunque elemento di conservazione del paesaggio. È nostro dovere fidelizzare il visitatore con una proposta di garantita qualità. Inoltre, il turista che frequenta la nostra costa ha vicino il naturale sfogo nell’Appennino, con altrettante proposte gastronomiche e ambientali.”
Aggiunge Giovanelli per il Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano: “Uno studio condotto da Inea, Federparchi e Legambiente per conto del Ministero dell’Ambiente (“L’agricoltura nella rete ecologica nazionale, il repertorio dei prodotti tipici”) riconosce le province del nostro Parco al primo posto in Italia per la produzione di prodotti Dop, Igp e agroalimentari tradizionali (64), prima ancora del Parco dello Stelvio (56), del Cilento (54) e delle Foreste Casentinesi (42)”.
La tipicità non deve sfuggire di mano, ma diventare un punto di forza. “Le terre del nostro Parco all’estero sono conosciute come i luoghi del Parmigiano Reggiano e del Prosciutto di Parma” continua Giovanelli. “Per questo presentiamo i prodotti del territorio nei mercatini stagionali e, accanto al paesaggio, mettiamo la ricchezza dei prodotti. Per uscire dalla crisi occorre una nuova strategia imprenditoriale e nuove politiche di marketing.”
Per entrambi i presidenti, insomma, l’agricoltura sta dimostrando la sua efficacia sia in termini di mantenimento del paesaggio che delle opportunità occupazionali. Ma servono strategie precise e obiettivi finalizzati, in sinergia con le politiche turistiche.
