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	<title>Itamagazine&#187; ambiente</title>
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	<description>Turismo e dintorni</description>
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		<title>Fotovoltaico, Italia leader nel 2013</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 09:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo il rapporto annuale dell’European Photovoltaic Industrial Association, l’associazione europea dell’industria fotovoltaica (Epia), tra due anni l’Italia potrebbe essere il primo Paese dell’Europa in cui l’energia ricavata dal sole sarà competitiva quanto quella tradizionale. Il pareggiamento dei costi di produzione potrebbe insomma verificarsi nel 2013, a sentire l’Epia, che per stilare il suo rapporto ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il <strong>rapporto annuale dell’European Photovoltaic Industrial Association</strong>, <strong>l’associazione europea dell’industria fotovoltaica</strong> (<strong><em>Epia</em></strong>), tra due anni l’Italia potrebbe essere il primo Paese dell’Europa in cui l’energia ricavata dal sole sarà competitiva quanto quella tradizionale.</p>
<p><strong>Il pareggiamento dei costi di produzione</strong> potrebbe insomma verificarsi nel 2013, a sentire l’Epia, che per stilare il suo rapporto ha analizzato le performance energetiche di cinque nazioni dell’Unione Europea: <strong>Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna e appunto Italia</strong>. La conclusione è che il <strong>settore fotovoltaico</strong> sarà in grado di <strong>raggiungere la piena competitività</strong> con le altri fonti di elettricità entro il 2020, con un taglio di oltre il 50% dei prezzi attuali.</p>
<p>Già oggi, secondo <strong>l’Epia</strong>, l’elettricità ricavata dal sole è più conveniente di quanto si pensi e andrà sempre meglio nei prossimi grazie all’innovazione della tecnologia e alle economie di scala. Il costo di produzione di energia elettrica fotovoltaica, in Europa, potrebbe diminuire dalla media di 0,16-0,35 euro per kWh del 2010 a 0,08-0,18 euro per kWh nel 2020, a seconda delle dimensioni del sistema e il livello d’irraggiamento.<br />
Allo stato attuale l’industria fotovoltaica dipende ancora dal sostegno governativo e da aiuti di stato. Se lo <strong>sviluppo tecnologico</strong> continua a questi ritmi, però, sottolinea l’Epia, potrà fare sempre meno affidamento su sistemi d’incentivazione a fondo perduto, arrivando all’eliminazione graduale dei regimi di tariffazione.</p>
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		<title>Energia da fonti rinnovabili</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 08:46:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[fonti rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
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		<description><![CDATA[All’indomani dei risultati del referendum del 12 e 13 giugno, in cui gli italiani hanno detto no al nucleare, il Governo ribadisce l’intenzione d’impegnarsi seriamente nella produzione di energia rinnovabile. “È forte l’impegno dell’Italia per le fonti rinnovabili” dichiara il ministro all’ambiente Stefania Prestigiacomo “che l’abbandono della scelta nucleare rende ulteriormente importanti e strategiche per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All’indomani dei risultati del <strong>referendum del 12 e 13 giugno</strong>, in cui gli italiani hanno detto no al nucleare, il <strong>Governo</strong> ribadisce l’intenzione d’impegnarsi seriamente nella produzione di <strong>energia rinnovabile</strong>.</p>
<p>“È forte l’impegno dell’Italia per le fonti rinnovabili” dichiara il <strong>ministro all’ambiente Stefania Prestigiacomo</strong> “che l’abbandono della scelta nucleare rende ulteriormente importanti e <strong>strategiche per l’equilibrio energetico</strong> del nostro Paese. L’energia pulita è un settore in grandissima espansione” prosegue “e oggi occorre guardarla con un orizzonte che vada ben oltre il <strong>2020</strong>, data che fissa gli impegni internazionali dell’Italia in materia di rinnovabili. Su questo tema esiste una vasta adesione bipartisan. Dobbiamo guardare lontano, rafforzando la strategia intrapresa dal Governo che vede nelle rinnovabili non solo un essenziale contributo ai bisogni energetici ma anche una <strong>fondamentale filiera di sviluppo imprenditoriale</strong> e occupazionale, affinché l’Italia possa avere un ruolo da protagonista nell’economia del domani”.</p>
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		<title>Università ecosostenibile</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 10:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ecosostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione energetica]]></category>
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		<description><![CDATA[Al Campus Universitario di Parma finanziamento di 5 milioni di euro dal Ministero dell’Ambiente. In programma interventi strutturali per produrre energia da fonti rinnovabili e percorsi formativi per gli studenti dell’Ateneo al fine di creare figure professionali che opereranno nell’ambito delle energie rinnovabili. Grazie al progetto “C.A.M.P.U.S.E. – Concrete Actions Moving Public Universities to Sustainable [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al <strong>Campus Universitario di Parma</strong> finanziamento di <strong>5 milioni</strong> di euro dal Ministero dell’Ambiente. In programma interventi strutturali per produrre <strong>energia da fonti rinnovabili</strong> e <strong>percorsi formativi</strong> per gli studenti dell’Ateneo al fine di creare figure professionali che opereranno nell’ambito delle energie rinnovabili.</p>
<p>Grazie al progetto <strong><em>“C.A.M.P.U.S.E. – Concrete Actions Moving Public Universities to Sustainable Environment”</em></strong>, siglato lo scorso 29 dicembre con il Ministero dell’Ambiente, al Campus Universitario – Parco Area delle Scienze di Parma sono in programma nei prossimi anni <strong>interventi strutturali</strong> volti alla produzione di <strong>energia da fonti rinnovabili</strong> con l’obiettivo di raggiungere <strong>l’autosostenibilità energetica</strong> e contemporaneamente, utilizzando tecnologie e prodotti innovativi, qualificare e riqualificare gli edifici in costruzione ed esistenti per ridurre <strong>gli sprechi energetici e migliorare la qualità della vita</strong>.<br />
Oltre ai 5 milioni di euro già assegnati, il Ministero dell’Ambiente si è riservato di stanziare <strong>ulteriori finanziamenti</strong>, che potrebbero permettere all’Università di Parma d’intervenire in modo strutturale per cambiare l’intero assetto energetico produttivo del Campus, utilizzando le tecnologie più innovative e a più alta resa reperibili sul mercato. Con una completa <strong>riqualificazione energetica</strong>, il Campus Universitario diventerebbe così un esempio in termini di risparmio energetico e tutela ambientale, nell’ambito delle energie rinnovabili.</p>
<p>Al momento il piano prevede i <strong>seguenti interventi</strong>, che la dicono lunga su costi, risparmi e strategie per una corretta gestione energetica di spazi pubblici o di grandi dimensioni:</p>
<p>1. <strong>riqualificazione e ottimizzazione dell’illuminazione urbana</strong> del Campus Universitario (formata complessivamente da 615 corpi illuminanti, per complessivi 100.760 W di potenza impegnata) con utilizzazione di tecnologia LED. I costi previsti per l’intervento, che si prevede sarà concluso entro marzo 2012, sono stimati in <strong>700mila euro</strong>, ottenendo un risparmio di circa 200/250mila euro l’anno oltre che un risparmio stimato in potenza di circa 1.042 W, in energia annua di circa 1.427.530 KWh/anno. Le minori emissioni di anidride carbonica stimate sono pari a circa 116.380 Kg/anno.</p>
<p>2. realizzazione di <strong>impianti fotovoltaici con tecnologia a film sottili su edifici e pensiline per parcheggi</strong> del Campus Universitario. Tali impianti verranno installati sulle coperture degli edifici e dei parcheggi in fase di costruzione all’ingresso del Campus Universitario, sul Laboratorio di ricerca applicata per l’innovazione e per il trasferimento tecnologico e su parte della Facoltà di Ingegneria, per una superficie netta di circa 5.686 metri quadrati e una potenza stimata di 712 KW. Tali impianti permetterebbero un risparmio annuo economico (incentivo GSE e fornitura energia elettrica) di circa 325.665 euro. I costi previsti per l’intervento, che si conclude a dicembre 2012, sono dei circa <strong>3.680.000 euro</strong>.</p>
<p>3. <strong>riqualificazione dell’edificio</strong> in costruzione all’ingresso del Campus Universitario per aumento delle <strong>prestazioni energetiche</strong>. I costi totali previsti per l’intervento, che si prevede finito entro dicembre 2013, sono circa <strong>620mila euro</strong>.</p>
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		<title>Territorio e paesaggio in Veneto</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 10:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[leggi]]></category>
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		<category><![CDATA[riassetto normativo]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo il vicepresidente della Regione e assessore al territorio, Marino Zorzato, d’ora in avanti la parola d’ordine sarà semplificazione e riorganizzazione normativa. Attualmente in Veneto governo del territorio e paesaggio sono disciplinati, a livello regionale, da una quindicina di leggi, a cui vanno aggiunte una cinquantina di leggi regionali settoriali e regolamenti che hanno significative [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il vicepresidente della Regione e assessore al territorio, Marino Zorzato, d’ora in avanti la parola d’ordine sarà <strong>semplificazione e riorganizzazione normativa</strong>.</p>
<p>Attualmente in Veneto governo del territorio e paesaggio sono disciplinati, a livello regionale, da una <strong>quindicina di leggi</strong>, a cui vanno aggiunte una <strong>cinquantina di leggi regionali settoriali e regolamenti </strong>che hanno significative implicazioni in materia urbanistico-edilizia e paesaggistica.<br />
Un <strong>quadro</strong> che appare subito piuttosto <strong>articolato</strong>. “Bastano questi pochi dati” sottolinea Zorzato “a far capire l’opportunità di riorganizzare e semplificare il corpus normativo prodotto nel tempo dal legislatore veneto in materia di governo del territorio e del paesaggio, in modo da rispondere alle esigenze dei cittadini, delle amministrazioni pubbliche e, più in generale, di tutti soggetti interessati ai processi di trasformazione territoriale”.<br />
Spira dunque aria di novità. Ma per svolgere un’attività di ricognizione, analisi e sintesi la giunta regionale ha deciso, su proposta dello stesso assessore Zorzato, di costituire un <strong><em>gruppo tecnico di studio e lavoro</em></strong> composto da dirigenti e funzionari della Direzione Urbanistica e Paesaggio, prevedendone l’integrazione con personale di altre strutture regionali di cui si rendesse necessaria la collaborazione. Il gruppo sarà coordinato dal Commissario Straordinario per il Territorio.<br />
Il primo obiettivo è la <strong>raccolta sistematica e ragionata di tutte le leggi con implicazioni urbanistico-territoriali</strong>. Sulla base di questa verifica preliminare saranno quindi individuate e analizzate le <strong>criticità</strong> della legge regionale in materia di governo del territorio (<strong>L.R. n. 11/2004</strong>), in relazione alle altre normative regionali, ed elaborata una prima i<strong>potesi di riordino normativo.<br />
</strong>“L’obiettivo finale e più ambizioso è arrivare a impostare una legge-quadro ordinata, di facile consultazione e aggiornata” conclude Zorzato. “Un’operazione di <strong>riassetto</strong> che, con meno burocrazia, più certezze e minori costi, si traduca in un vantaggio reale per tutti e soprattutto per il cittadino.”</p>
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		<title>Bioenergie leva per la competitività</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 10:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministro delle Politiche agricole Saverio Romano, a Verona per “Bioenergy Expo”, salone dedicato alle fonti rinnovabili in agricoltura in partnership con Solarexpo (4-6 maggio 2011), sottolinea le priorità dell’agricoltura: prima le attività destinate all’alimentazione, poi quelle energetiche. “Quella della bioenergie può e deve essere una fonte di reddito complementare per gli agricoltori” dichiara Romano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>ministro delle Politiche agricole Saverio Romano</strong>, a <strong>Verona</strong> per “<strong><em>Bioenergy Expo</em></strong>”, salone dedicato alle fonti rinnovabili in agricoltura in partnership con <em><strong>Solarexpo</strong></em> (4-6 maggio 2011), sottolinea le <strong>priorità dell’agricoltura</strong>: prima le attività destinate all’alimentazione, poi quelle energetiche.</p>
<p>“Quella della bioenergie può e deve essere una fonte di <strong>reddito complementare</strong> per gli agricoltori” dichiara Romano “ma non deve in nessun modo sostituire quello derivante dalla <strong>produzione agricola</strong> destinata all’uso alimentare: per il nostro Governo rappresenta un punto fermo”.<br />
Per il ministro delle Politiche agricole, la barra del timone è puntata su un principio di <strong>complementarietà delle agroenergie all’agricoltura</strong>, intesa in senso più ampio. Così infatti afferma in un’intervista rilasciata a Veronafiere, disponibile in versione integrale sul sito <a href="http://www.bioenergyexpo2011.com/">www.bioenergyexpo2011.com</a>.<br />
La ricetta vincente per le energie verdi in agricoltura, secondo Romano, deriva da un <strong>mix calibrato</strong>, in cui giochi un ruolo fondamentale “la filiera corta per soddisfare il fabbisogno energetico delle aziende, ma anche per fornire ai produttori un reddito complementare e allo stesso tempo tutelare <strong>produzione agricola, paesaggio e ambiente</strong>”. Tutte tematiche, in pratica, care anche agli <strong>operatori turistici</strong>, per uno sviluppo dell’offerta che tenga conto dei gusti dei turisti e delle tendenze del mercato. </p>
<p>Resta da risolvere il nodo della <strong>coesistenza</strong> tra produzioni agroenergetiche e quelle destinate all’alimentazione. Un punto sul quale il ministro raccomanda di evitare “posizioni preconcette”. “La valorizzazione agroenergetica dei sottoprodotti” ha aggiunto “può tradurre in reddito quelli che oggi rappresentano costi per le imprese, contribuendo anche ad innalzare la compatibilità ambientale delle attività agricole e agroalimentari”.<br />
Per non restare fanalino di coda nella produzione di <strong>energia pulita</strong>, comunque e in ogni caso, molta attenzione va dedicata alla fase di start-up, “anche garantendo una sorta di via preferenziale dal punto di vista burocratico. Ma non bisogna confondere la volontà della pubblica amministrazione di controllare l’effettiva realizzazione degli impianti con accanimento burocratico”.<br />
Positiva la proposta del <strong><em>collega all’Economia, Giulio Tremonti</em></strong>, di una politica comunitaria sulle rinnovabili. Questa la conclusione di Romano: “Un’iniziativa assunta a livello europeo avrebbe un impatto maggiore, anche se sarebbe indispensabile calibrare nella maniera migliore un programma di questo tipo, adattandolo alle esigenze e alle caratteristiche di ogni singolo Stato”.</p>
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		<title>L’energia del futuro</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 10:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
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		<category><![CDATA[incentivi statali]]></category>
		<category><![CDATA[Onu]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2012 è candidato ad Anno Internazionale dell’Energia Sostenibile. La proposta arriva dall’Onu e dal suo segretario generale Ban Ki-moon. L’iniziativa è volta al miglioramento della qualità della vita di 1,6 miliardi di persone che vivono nei Paesi in via di sviluppo e che ancora non hanno accesso all’elettricità. Una rivoluzione globale per consentire un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>2012</strong> è candidato ad <strong>Anno Internazionale dell’Energia Sostenibile</strong>. La proposta arriva dall’<strong>Onu</strong> e dal suo segretario generale Ban Ki-moon. L’iniziativa è volta al miglioramento della qualità della vita di 1,6 miliardi di persone che vivono nei Paesi in via di sviluppo e che ancora non hanno accesso all’elettricità.</p>
<p>Una <strong>rivoluzione globale</strong> per consentire un accesso universale <strong>all’energia pulita</strong> a tutti entro il 2030, oltre ad un 40% di <strong>aumento</strong> <strong>dell’efficienza energetica</strong>. In piena fase di crescita delle esigenze mondiali di energia, il segretario generale dell’Onu invita i Paesi a maturare scelte accurate che portino nel lungo periodo all’abbandono dei carburanti fossili, ancora prevalenti e dannosi, dal momento che contribuiscono ai cambiamenti climatici.<br />
“La nostra sfida è la trasformazione” spiega Ban Ki-moon. “Abbiamo bisogno di una rivoluzione globale per l’energia pulita, una rivoluzione che renda l’energia disponibile e accessibile a tutti. È essenziale per rendere minimi i <strong>rischi climatici</strong>, per ridurre la povertà e migliorare la salute del Pianeta, la crescita economica, la pace e la sicurezza.”<br />
Nel corso di 20 anni, il consumo di energia aumenterà del 40%, specie nei Paesi in via di sviluppo, dove 1,6 miliardi di persone non hanno l’elettricità e 3 miliardi si affidano a biomasse tradizionali per scaldarsi, cucinare e altre esigenze domestiche di base. Inoltre, 2 milioni di persone, specie donne e bambini, muoiono ogni anno a causa dell’inquinamento in casa, quasi il doppio del numero di morti per malaria a livello mondiale.<br />
Secondo il segretario generale dell’Onu è giunto il momento di chiudere questo gap globale per l’accesso alle <strong>nuove energie</strong>. “Per raggiungere l’obiettivo fissato al 2030 dobbiamo investire in capitale intellettuale che creerà <strong>nuove tecnologie verdi</strong>” conclude. “Abbiamo bisogno di aumentare la spesa pubblica e privata in ricerca e sviluppo e che i governi diano i giusti <strong>incentivi</strong>.”</p>
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		<title>Inquinamento atmosferico e strategie energetiche</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 10:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 23 marzo, in via preliminare, su proposta del ministro allo Sviluppo Economico Paolo Romani, un decreto che recepisce la direttiva europea sullo stoccaggio geologico dell’anidride carbonica da centrali termoelettriche e impianti industriali. Il provvedimento, varato in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, fornisce un sistema normativo che autorizza la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 23 marzo, in via preliminare, su proposta del ministro allo Sviluppo Economico Paolo Romani, un <strong>decreto</strong> che recepisce la <strong>direttiva</strong> <strong>europea</strong> sullo <strong>stoccaggio geologico dell’anidride carbonica</strong> da centrali termoelettriche e impianti industriali.</p>
<p>Il provvedimento, varato in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, fornisce un sistema normativo che autorizza la scelta dei siti, l’esercizio, il trasporto e l’immagazzinamento nel suolo delle emissioni nocive.<br />
Il cosiddetto <strong>Carbon Capture and Storage</strong> è una <strong>tecnologia innovativa</strong> che consiste nel confinamento geologico della CO2 prodotta dalle aziende di combustione, riducendo le emissioni di gas serra e l’effetto che queste hanno sul clima. Grazie al CSS, l’anidride carbonica emessa dai processi di combustione viene catturata e iniettata in un sito geologico di confinamento per un periodo di circa 100 anni. In pratica, si prende il CO2 per stoccarlo sotto terra, in siti appositi.</p>
<p>“Siamo soddisfatti di questo provvedimento che servirà a ridurre l’emissione di CO2 nell’aria” ha spiegato il ministro Romani “con una tecnologia all’avanguardia che già il nostro Paese sta sperimentando grazie ad un recente accordo tra <strong>Eni ed Enel.</strong> Facciamo un ulteriore passo in avanti nella <strong>strategia energetica nazionale</strong> per raggiungere gli obiettivi di contenimento delle emissioni di gas serra previsti dal protocollo di Kyoto al 2020. L’emanazione del provvedimento permetterà la realizzazione di alcuni impianti da parte delle principali aziende del settore nell’ambito del programma comunitario di sostegno European Energy Programme for Recovery”.  </p>
<p><strong>Previsioni</strong><br />
L’International Energy Agency prevede che circa il <strong>90% del gas serra</strong> prodotto dalle centrali con Carbon Capture and Storage riuscirà a essere immagazzinato sottoterra e che questa tecnologia riuscirà a <strong>ridurre del 26% le emissioni totali di CO2</strong> entro il 2050.</p>
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		<title>Avanza il turismo sostenibile</title>
		<link>http://www.itamagazine.it/2011/03/14/avanza-il-turismo-sostenibile/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 09:20:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[aree protette]]></category>
		<category><![CDATA[parchi]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>

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		<description><![CDATA[Si va definendo la Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS) nelle aree naturali protette della Regione Puglia. Si è costituito il gruppo di coordinamento tra Regione, Federparchi e 7 Parchi regionali pugliesi. La CETS è una certificazione di processo che intende applicare i principi dello sviluppo sostenibile con il pieno coinvolgimento della comunità locale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si va definendo la <strong>Carta Europea del Turismo Sostenibile</strong> (<strong><em>CETS</em></strong>) nelle aree naturali protette della <strong>Regione Puglia</strong>. Si è costituito il gruppo di coordinamento tra Regione, Federparchi e 7 Parchi regionali pugliesi.</p>
<p>La <strong><em>CETS</em></strong> è una certificazione di processo che intende applicare i principi dello <strong>sviluppo sostenibile</strong> con il pieno coinvolgimento della comunità locale e degli operatori economici (in primo luogo quelli turistici) e definire insieme strategie e azioni volte a una corretta tutela, alla valorizzazione, alla fruizione consapevole delle <strong>risorse naturali e paesaggistiche</strong>.<br />
Questo progetto, voluto dalla <em>Regione Puglia &#8211; Servizio Ecologia</em>, è finanziato con i fondi del PO FESR 2007-2013 (Asse IV &#8211; linea 4.4). A collaborare con la Regione è Federparchi Europarc Italia, che accompagnerà le aree naturali protette fino all’acquisizione della Carta, conferita da Europarc Federation. Il crono programma prevede il conseguimento della Carta Europea del Turismo Sostenibile <strong>entro dicembre 2011</strong>.<br />
La seconda fase del progetto è già iniziata, con la costituzione del <strong>gruppo di coordinamento</strong> composto dai rappresentanti degli enti gestori delle aree naturali protette coinvolte dal progetto, da Stefania Petrosillo e Giuseppe Todaro per Federparchi Europarc Italia, e dai referenti per la Regione Puglia del Servizio Ecologia, Maria Pia Antonucci e Rossana Racioppi, e del Servizio Turismo, Rosa Quaranta.</p>
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		<title>Il futuro è… verde!</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 12:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bit]]></category>
		<category><![CDATA[ecolabel]]></category>
		<category><![CDATA[turismo sostenibile]]></category>

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		<description><![CDATA[Sostenibilità e turismo a impatto zero sono parole chiave anche alla Bit di Milano, nell’ambito del convegno “Ecolabel per le strutture ricettive”, organizzato dal Comune di Milano e dall’associazione Ideaazione. Risparmio idrico, riduzione dell’inquinamento acustico, lampade a basso consumo: recenti indagini affermano che il 70% degli italiani gradisce servizi turistici eco-compatibili. Ma come si trasforma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.itamagazine.it/wp-content/uploads/ecolabel-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1766" title="ecolabel 2" src="http://www.itamagazine.it/wp-content/uploads/ecolabel-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p><strong>Sostenibilità</strong> e <strong>turismo a impatto zero</strong> sono parole chiave anche alla <strong>Bit di Milano</strong>, nell’ambito del convegno “<em>Ecolabel per le strutture ricettive</em>”, organizzato dal <em>Comune di Milano</em> e dall’associazione <em>Ideaazione</em>.</p>
<p>Risparmio idrico, riduzione dell’inquinamento acustico, lampade a basso consumo: recenti indagini affermano che il 70% degli italiani gradisce <strong>servizi turistici eco-compatibili</strong>. Ma come si trasforma il proprio hotel in un hotel rispettoso di ambiente e territorio? Il 18 febbraio alla Borsa Internazionale del Turismo a Rho, nel quartiere fieristico, docenti e addetti ai lavori hanno discusso sul <strong>marchio Ecolabel</strong>.<br />
Opportunità o flop? Le strutture turistiche che si fregiano del <strong>marchio ecologico europeo</strong>, come riporta il sito <a href="http://www.greenews.info">www.greenews.info</a>, si distinguono per l’impegno verso la salvaguardia dell’ambiente e della salute umana. L’adozione di <strong>misure di carattere ambientale</strong> richiede tempi e sforzi, ma contribuisce a mettere a nudo quelli che sono, sotto il profilo ecologico ed economico, punti di debolezza di una struttura turistica. Ma esistono <strong>vantaggi di costo</strong> legati <strong>all’eco-efficienza</strong>. La riduzione del consumo di risorse naturali come combustibili fossili, energia ed acqua consente, a fronte di un investimento iniziale, una riduzione considerevole dei costi nel medio e lungo periodo.<br />
La <strong>visibilità</strong> dell’etichetta ecologica europea rappresenta inoltre, per le strutture che la ottengono, una forma ulteriore di <strong>pubblicità</strong> e un <strong>fattore di scelta</strong> discriminante, soprattutto da parte dei turisti più sensibili al rispetto ed alla salvaguardia dell’ambiente. Si intravede sempre di più un’Italia sensibile ai  servizi offerti, anche a seguito dell’adozione di misure per la tutela del territorio.</p>
<p><strong>I NUMERI<br />
</strong>Secondo i dati raccolti dall’<strong>Ispra </strong>nel 2000 erano sei le licenze Ecolabel rilasciate in Italia, nel settembre 2008 sono diventate 218 e 3.503 i prodotti certificati. Per quanto riguarda la ripartizione delle aree geografiche, le licenze concesse si concentrano soprattutto al <strong>Nord</strong> con il <strong>74%</strong> di marchi certificati, <strong>19%</strong> al <strong>Centro</strong>, mentre il <strong>Sud</strong> è ancora fermo al <strong>6%</strong>. Ma in futuro si prevede una crescita più veloce delle certificazioni ecologiche.</p>
<p><strong>SEGNALI DALL’UNIONE EUROPEA<br />
</strong>Il <em><strong>Sesto Programma Comunitario di Azione</strong> <strong>per l’Ambiente</strong></em> fissa priorità e obiettivi della politica ambientale della UE fino al 2012. Si concentra su cambiamento climatico, biodiversità, ambiente e salute, gestione sostenibile delle risorse e dei rifiuti, <strong>quattro punti</strong> su cui intervenire attraverso <strong>cinque assi di azione strategica</strong>: migliorare l’applicazione della legislazione vigente, integrare le tematiche ambientali nelle altre politiche, collaborare con il mercato, tener conto dell’ambiente nelle decisioni in materia di assetto e gestione territoriale, coinvolgere i cittadini aiutandoli a modificare il loro comportamento.<br />
Obiettivo del Programma comunitario, quindi, è <strong>l’educazione dei consumatori</strong> che, attraverso una accessibile e corretta informazione in materia di ambiente, potranno scegliere i prodotti più ecologici, orientando il mercato e migliorando la qualità della vita. Tra gli strumenti idonei per attuarlo viene citato anche <strong>l’Ecolabel</strong>.</p>
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		<title>Elettrodomestici a basso consumo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 11:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bassi consumi]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Enea]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuove etichette energetiche per lavastoviglie, frigoriferi, congelatori, frigocongelatori, lavatrici e televisori. Tre classi si aggiungono alla A e garantiscono uguali prestazioni a minori consumi. Sono entrati in vigore sul finire del 2010, nell’Unione Europea, i primi quattro regolamenti che stabiliscono le caratteristiche delle nuove etichette, applicate non solo a tutti i prodotti che consumano energia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nuove <strong>etichette energetiche</strong> per lavastoviglie, frigoriferi, congelatori, frigocongelatori, lavatrici e televisori. <strong>Tre classi</strong> si aggiungono alla <strong>A </strong>e garantiscono <strong>uguali prestazioni a minori consumi.</strong></p>
<p>Sono entrati in vigore sul finire del 2010, nell’Unione Europea, i primi quattro regolamenti che stabiliscono le caratteristiche delle <strong>nuove etichette</strong>, applicate non solo a tutti i prodotti che consumano energia, ma anche a quelli che hanno una significativa influenza sul consumo di energia pur non consumandola direttamente.<br />
Le nuove <strong>etichette energetiche</strong> sono più precise e accurate; previsto un massimo di <strong>sette classi</strong>, con una scala di colori che passa <strong>dal verde scuro</strong> per i prodotti più efficienti <strong>al rosso</strong> per quelli che consumano più energia. La scala esistente, inoltre, che va <strong>dalla classe A fino alla G</strong>, acquisisce tre nuove classi per la A: <strong>A+, A++ e A+++,</strong> vera garanzia di consumi d’energia ridotti al minimo.<br />
I consumatori, dal privato all’azienda turistica fino alla pubblica amministrazione, possono così individuare i <strong>migliori prodotti sul mercato</strong> per finalizzare i loro <strong>acquisti verdi</strong> o definire eventuali schemi d’incentivazione economica.<br />
Secondo <strong><em>l’Enea</em></strong>, l’ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente, le etichette energetiche e ambientali rappresentano “un valido strumento per riconoscere i prodotti energeticamente efficienti e sostenibili per l’ambiente. L&#8217;etichetta energetica, introdotta in Europa sin dal 1992 per i soli apparecchi domestici, ha in effetti dimostrato di essere uno strumento semplice ed estremamente efficace a disposizione dei consumatori”.</p>
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