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	<title>Itamagazine&#187; ripresa</title>
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	<description>Turismo e dintorni</description>
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		<title>Giornata dell’Economia in Toscana</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 10:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Operatori e Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[competitività]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa]]></category>
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		<description><![CDATA[La nona edizione della Giornata per l’area metropolitana (Firenze-Prato-Pistoia) si è conclusa nel segno della complementarietà tra le tre città toscane. L’area metropolitana esiste nel fitto scambio di servizi che lega i tessuti economici dei tre territori, complementari appunto nelle loro diverse specializzazioni produttive. L’appuntamento, organizzato dalle tre Camere di Commercio della Toscana centrale, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.itamagazine.it/wp-content/uploads/stretta-di-mano-13.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1969" title="stretta di mano 1" src="http://www.itamagazine.it/wp-content/uploads/stretta-di-mano-13.jpg" alt="" width="116" height="115" /></a></p>
<p>La nona edizione della <strong>Giornata per l’area metropolitana (Firenze-Prato-Pistoia) </strong>si è conclusa nel segno della <strong>complementarietà</strong> tra le tre città toscane. L’area metropolitana esiste nel fitto scambio di servizi che lega i tessuti economici dei tre territori, complementari appunto nelle loro diverse <strong>specializzazioni produttive</strong>.</p>
<p>L’appuntamento, organizzato dalle tre Camere di Commercio della Toscana centrale, è partito dai dati economici più recenti per gettare lo sguardo lontano. Per <strong>l’area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia, </strong>dal 2010 l’economia è tornata a crescere, anche se soltanto dell’1%, grazie soprattutto all’aumento delle esportazione e degli investimenti. La <strong>crisi</strong>, che ha messo in difficoltà in modo particolare i settori della meccanica e del tessile, continua ad avere però i suoi strascichi. Nel corso del biennio 2008-2009 il valore aggiunto dell’area è infatti calato molto di più che nel resto della Toscana, provocando una caduta occupazionale che si è tradotta nella perdita di quasi 35mila posti di lavoro.<br />
La completezza del sistema produttivo dell’area metropolitana, che presenta vari tipi di industrie e servizi qualificati, ha in sé la risposta di <strong>competitività</strong> necessaria alla <strong>ripresa</strong>. Questo malgrado le manovre finanziarie volte a ridurre il peso del debito pubblico e, dunque, la conseguente restrizione della spesa pubblica.<br />
<em>Il direttore dell’Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana (<strong>Irpet</strong>), Stefano Casini Benvenuti,</em> identifica e riassume le caratteristiche dell’area metropolitana in tre punti in particolare: elevato Pil pro capite, forte apertura verso l’estero, saldo commerciale positivo. Questi dati sono infatti migliori rispetto alla media toscana, di per sé già superiore a quella nazionale.<br />
Grazie alla sua <strong>forte</strong> <strong>vocazione verso l’estero</strong>, l’area metropolitana dimostra una forte capacità di creare sia posti di lavoro sia Pil. Per quanto riguarda il lavoro, i tre territori presentano insieme un tasso di occupazione del 66,4%, contro il 62% del resto della regione, e allo stesso tempo un tasso di disoccupazione più basso, ovvero un 5,5% contro il 6,5% delle altre aree toscane. Quanto alla competitività delle produzioni, l’area è dotata di una forte presenza industriale adeguatamente supportata da servizi a buon contenuto di conoscenza.</p>
<p>Afferma il <em>presidente della Camera di Commercio di Prato, Carlo Longo</em>: “È necessario lavorare di concerto per completare velocemente le infrastrutture di cui necessita l’area metropolitana. Puntare sulle infrastrutture, che sono il collante che tengono uniti i tasselli produttivi di Prato, Pistoia e Firenze, significa rilanciare la competitività dell’area, in modo che possa tenere il passo con i grandi distretti manifatturieri”.<br />
Aggiunge il <em>presidente della Camera di Commercio di Firenze, Vasco Galgani</em>: “Dalle sinergie tra le tre Camere di Commercio della Toscana centrale le aziende dei territori si aspettano molto: efficienza, efficacia, risparmi e l’esempio per gli altri partner pubblici dell’area vasta a fare sistema e a soprassedere ai campanilismi. Solo così si può accelerare la ripresa”.<br />
Infine il <em>presidente della Camera di Commercio di Pistoia, Stefano Morandi</em>: “I punti di forza dell’Area Firenze Prato Pistoia sono un dato di fatto che costituisce la storia e l’identità del nostro territorio, ma non possiamo ignorare che il nostro modello di sviluppo è incentrato su <strong>settori industriali tradizionali </strong>e gestito da una generazione di imprenditori che nella media si pone su classi di età elevate. Sono necessari, pertanto, interventi che favoriscano da un lato innovazione di prodotti e di processi e dall’altro adeguate politiche di formazione rivolta ai giovani e finalizzate a garantire un adeguato turn over generazionali”.</p>
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		<title>Piove sul bagnato</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 10:16:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria.nicolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[flessione]]></category>
		<category><![CDATA[maltempo]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi economica non conosce vacanze, nemmeno per questa estate, quando un po’ di pausa non avrebbe guastato. E invece il maltempo ha rovinato l’inizio della stagione, penalizzando soprattutto le località balneari. Dopo maggio e giugno disastrosi, gli operatori turistici sperano nei mesi centrali di luglio e agosto. Temperature e maltempo non sembrano voler aiutare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>crisi economica</strong> non conosce vacanze, nemmeno per questa estate, quando un po’ di pausa non avrebbe guastato. E invece il <strong>maltempo</strong> ha rovinato l’inizio della stagione, penalizzando soprattutto le località balneari. Dopo maggio e giugno disastrosi, gli operatori turistici sperano nei mesi centrali di luglio e agosto.</p>
<p><strong>Temperature e maltempo</strong> non sembrano voler aiutare nella <strong>ripresa dell’economia del comparto turistico</strong>. Al portafoglio già leggero, infatti, si sono uniti piogge battenti, temporali e addirittura neve che non sembrano voler dare tregua per ritornare alle temperature medie stagionali.<br />
Riviera Romagnola, Levante ligure e Versilia hanno registrato in <strong>maggio e giugno</strong>, i primi due mesi potenzialmente dedicati alle vacanze, una <strong>flessione</strong> da capogiro. Si tratta, secondo le stime presentate dagli operatori, di un <strong>calo</strong> di turisti del <strong>50%</strong> circa e del <strong>30%</strong>, invece, secondo la Federazione Italiana degli Stabilimenti Balneari relativamente alle presenze lungo il litorale dell’intera Penisola. La causa? Il maltempo che ha visto le temperature toccare picchi minimi, i più bassi degli ultimi anni. I termometri hanno toccato anche i -13 gradi rispetto alla media stagionale.<br />
Tra pioggia e nuvole, a maggio si confidava nell’apertura della stagione con l’arrivo di giugno, per poter cominciare a sfoggiare bikini e fare il pieno di sole. Purtroppo però, già dai primi di giugno le speranze si sono rivelate vane.<br />
Come se non bastasse, gli albergatori italiani stavano già facendo i conti con una <strong>stagione stanca</strong> ancora prima di cominciare per la crisi economica in atto. Crisi che l’ondata di maltempo non ha fatto che aggravare. Messi in ginocchio da <strong>centinaia di prenotazioni saltate</strong>, viste le previsioni meteo, gli albergatori hanno cercato di arginare alla meglio una ferita che sembrava non volersi cicatrizzare.<br />
Quasi nessuna località italiana si è salvata dall’ondata di maltempo. Nelle isole numerosi traghetti sono rimasti in porto a causa del mare in burrasca; pesanti allagamenti in Versilia, esodo a ritroso di turisti tedeschi e inglesi dalla riviera romagnola; sulla costa marchigiana l’acqua battente non ha dato tregua e anche la Liguria è rimasta praticamente deserta.<br />
Un brutto colpo per gli operatori turistici nostrani, che confidano ora nel sole che è tornato a fare capolino. La speranza è che duri abbastanza da trattenere i turisti ed evitare il fuggi fuggi.</p>
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		<title>Dalla Scandinavia con furore</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 08:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Enit-Agenzia]]></category>
		<category><![CDATA[goteborg]]></category>
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		<category><![CDATA[scandinavia]]></category>
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		<description><![CDATA[Previsioni positive per l’incoming dalla penisola scandinava, confermate dai soddisfacenti risultati alla fiera Tur di Goteborg, la più importante fiera turistica svedese. L’edizione 2010 della Fiera ha registrato un afflusso di 49.500 visite, di cui 19mila relative al trade e 30.500 invece al grande pubblico. Rispetto all’anno precedente si è verificato un leggero calo numerico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Previsioni positive per <strong>l’incoming dalla penisola scandinava</strong>, confermate dai soddisfacenti risultati alla fiera <strong>Tur</strong> di <strong>Goteborg</strong>, la più importante fiera turistica svedese.</p>
<p>L’edizione 2010 della Fiera ha registrato un <strong>afflusso</strong> di <strong>49.500 visite</strong>, di cui 19mila relative al trade e 30.500 invece al grande pubblico. Rispetto all’anno precedente si è verificato un leggero calo numerico, pari al 6,6%. Si sono però rivelate <strong>molto proficue le opportunità d’incontro</strong> <strong>con la domanda turistica del Nord Europa, </strong>in un mercato che, nonostante la crisi economica, ha evidenziato <strong>ottimi segnali di ripresa </strong>con particolare interesse rispetto al prodotto turistico italiano.<br />
<strong>L’ENIT-Agenzia Nazionale del Turismo</strong> ha partecipato alla Tur con uno <strong>stand di 360 metri quadrati</strong>, al cui interno erano ospitate: <em>7 Regioni</em> (Liguria, Lazio, Campania, Lombardia, Sicilia, Valle d’Aosta, Sardegna); le <em>Apt </em>Versilia, Arcipelago Toscano e Massa Carrara; <em>14 operatori turistici</em> con uno spazio personalizzato.<br />
I lavori durante i giorni della manifestazione hanno previsto il consueto briefing per la presentazione del <strong>mercato turistico svedese</strong>, cui hanno partecipato 50 operatori italiani. Inoltre, una <strong>serata promozionale</strong> dedicata all’offerta turistica della Regione Sardegna alla presenza del Console onorario di Goteborg Jaan Kaber, 60 tour operator, giornalisti e imprenditori locali. Per la Campania, infine, la “Piazza Italia” si è trasformata nella <strong>vetrina fieristica</strong> per la presentazione delle nuove guide redatte in lingua svedese e degli eventi culturali di maggiore importanza in programma per il 2010, una vetrina visitata dai principali tour operator e giornalisti svedesi.</p>
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		<title>La Riviera romagnola segna più</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 15:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria.nicolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[dati positivi]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante la crisi generale che ormai da tempo si sta abbattendo sull’economia del nostro Paese, manifestando segni di cedimento in molteplici settori dell’economia, tra cui quello turistico, alcuni sondaggi, effettuati sul trend d’afflusso nel litorale romagnolo in corrispondenza del Riminese, hanno rilevato dati positivi che fanno ben sperare nella ripresa. È positivo il primo bilancio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante la crisi generale che ormai da tempo si sta abbattendo sull’economia del nostro Paese, manifestando segni di cedimento in molteplici settori dell’economia, tra cui quello turistico, alcuni <strong>sondaggi,</strong> effettuati sul trend d’afflusso nel litorale romagnolo in corrispondenza del Riminese, <strong>hanno rilevato dati positivi che fanno ben sperare nella ripresa.<br />
</strong>È<strong> positivo il primo bilancio effettuato dalla società Rimini Reservation,</strong> punto unificato d’informazione turistica e prenotazione alberghiera. Secondo l’agenzia, infatti, in seguito allo studio dei dati raccolti dagli <strong>8 uffici d’informazione, accoglienza e prenotazione turistica, </strong>il mese di <strong>giugno</strong> è stato positivo, registrando un aumento del <strong>+14,7% negli arrivi</strong> (2.286) e del <strong>+19,8% nelle presenze</strong> (5.763). Per quanto riguarda <strong>luglio</strong>, invece, con dati aggiornati al 27 del mese, gli arrivi aumentano del <strong>+41,3%, </strong>toccando le 3.292 unità, e le presenze salgono al <strong>+25,1%,</strong> per un totale di 8.551 turisti.<br />
Secondo il vicesindaco e assessore al turismo del Comune di Rimini, Maurizio Melucci, i dati emersi da questa indagine, anche se riferiti unicamente alle attività degli uffici d’Informazione e Accoglienza Turistica (Iat), permettono già di <strong>abbozzare uno scenario positivo</strong>, dettato da un andamento di <strong>ampia tenuta nella prima parte della stagione estiva 2008.<br />
</strong></p>
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