Lavrov: i militari europei in Ucraina sono bersagli leciti
Il ministro degli Esteri russo Lavrov avverte che le forze europee in Ucraina potrebbero diventare obiettivi legittimi.
Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha rilasciato una dichiarazione che potrebbe intensificare ulteriormente le tensioni internazionali. Durante un recente intervento, Lavrov ha sottolineato che l'eventuale dispiegamento di peacekeeper europei sul territorio ucraino verrebbe considerato dalla Russia come una mossa ostile. Secondo il ministro, tali forze diventerebbero automaticamente bersagli militari legittimi, in quanto parteciperebbero attivamente a un conflitto in corso.
Questa affermazione segue una serie di dichiarazioni simili rilasciate da Mosca negli ultimi mesi, tutte mirate a scoraggiare ulteriori interventi occidentali nella crisi ucraina. La posizione del Cremlino è infatti quella di vedere qualsiasi intervento esterno come un'invasione della propria sfera d'influenza, un'area che considera di primaria importanza per la sicurezza nazionale russa.
La comunità internazionale, dal canto suo, osserva con preoccupazione queste dichiarazioni, poiché potrebbero portare a un'escalation del conflitto. Gli Stati europei, in particolare, si trovano in una posizione delicata: da un lato, vogliono mostrare sostegno all'Ucraina, dall'altro, devono evitare di provocare reazioni che potrebbero sfociare in un confronto diretto con la Russia.
Lavrov ha anche aggiunto che la presenza di truppe europee potrebbe inasprire ulteriormente il conflitto, minando gli sforzi diplomatici in corso per trovare una soluzione pacifica. Il ministro ha ribadito la necessità di rispettare gli accordi di Minsk, considerati dalla Russia come l'unica via percorribile per una risoluzione pacifica della crisi.
La situazione rimane tesa e la comunità internazionale attende con apprensione le prossime mosse diplomatiche. Nel frattempo, l'Ucraina continua a richiedere il supporto dell'Occidente per contrastare le pressioni russe, cercando al contempo di mantenere aperti i canali di dialogo con Mosca.
